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Fatturato e occupazione: terziario avanzato resiste alla crisi

Diminuiscono invece le imprese attive operanti nei settori della direzione aziendale e consulenza gestionale (-2,0%) e nelle attività editoriali, cinematografiche e telecomunicazioni (-0,9%)

Tiene il settore economico delle aziende del terziario avanzato e dei servizi alle imprese in Trentino, nonostante la cattiva congiuntura economica. Sia nel fatturato che nell'occupazione, in analogia con il resto d'Italia. Lo indicano i dati emersi dalla prima indagine condotta sul settore del terziario avanzato dal servizio studi ricerche della Camera di commercio di Trento, presentati nella sede della Camera stessa, nel capoluogo trentino. L'occupazione in questo settore, a quanto emerso, è passata dal 61,8% del 1993 al 69% del 2010, mentre nello stesso periodo nel resto del Paese dal 60,3% al 67,6%.

Alla fine del 2011 le imprese attive con sede in provincia di Trento e operanti nei settori del terziario avanzato e dei servizi alle imprese risultavano essere 3.372, un valore in crescita rispetto al dato del 2010, quando le imprese attive risultavano essere 3.296. I settori che hanno sperimentato lo sviluppo più intenso nel corso dell’anno sono la ricerca scientifica e sviluppo (+8,6% di imprese attive) e le attività legali e contabilità (+6,5%). Diminuiscono invece le imprese attive operanti nei settori della direzione aziendale e consulenza gestionale (-2,0%) e nelle attività editoriali, cinematografiche e telecomunicazioni (-0,9%). Complessivamente il settore negli ultimi tre anni risulta in fase di ampliamento, con le imprese attive che crescono mediamente del 2-3% ogni anno.
 
La forma giuridica maggiormente impiegata dalle imprese del settore è quella dell’impresa individuale, che si ritrova in quasi il 36% delle imprese attive. Tuttavia, questa forma giuridica è impiegata prevalentemente presso le unità di piccola e piccolissima dimensione, mentre al crescere della soglia dimensionale la forma giuridica assolutamente prevalente è la società a responsabilità limitata, che interessa oltre il 30% delle imprese. Molto meno diffuse sono le società in accomandita semplice (13,3%), le società in nome collettivo (9,8%), i consorzi e le società consortili (4,4%), le cooperative (2,5%) e le
società per azioni (1,6%).
 
Le imprese del terziario avanzato e dei servizi alle imprese sono prevalentemente imprese giovani: il 66% risulta iscritto al Registro delle imprese dal 2000 in poi, meno del 20% delle imprese si sono iscritte nel corso degli anni novanta, l’11,1% nel corso degli anni ottanta e solamente il 3,1% prima del 1980. Consideriamo infine la distribuzione delle imprese per classe dimensionale. Ben il 60% delle imprese risulta avere al più un addetto, il 26,7% da 2 a 5 addetti, il 5,8% da 6 a 9 addetti, mentre le imprese con 10 addetti o più sono solo il 7,3% del totale e, di queste, appena l’1,7% ha più di cinquanta addetti. Questa ripartizione mette in evidenza come il settore si caratterizzi per una dimensione media d’impresa molto ridotta, con una netta prevalenza di micro imprese e pochissime unità di medio – grande dimensione. In termini di addetti il settore assorbe, al 31 dicembre 2011 poco più di 22.000 persone, di cui 2.299 sono addetti indipendenti e 19.771 sono invece addetti dipendenti.
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