Economia

Imposta di soggiorno: niente aumento indiscriminato per i campeggi

Prima vittoria della Faita, l'associazione dei gestori di campeggio, in Val di Sole dove la Comunità di Valle ha deliberato un aumento di soli 50 centesimi al regolamento provinciale sull'imposta tenendo conto delle specificità delle varie strutture ricettive

La Comunità della Valle di Sole ha deliberato il 30 dicembre scorso l’aumento dell’imposta di soggiorno per le strutture ricettive della valle che prevede un incremento di 50 centesimi sull’importo stabilito dal Regolamento provinciale. È stato archiviato, dunque, un aumento indistinto a 1,50 euro per tutte le strutture ricettive, come proposto dalle associazioni degli albergatori e, inizialmente, anche dall’Apt: “Sarebbe stato un provvedimento – commenta Fabio Poletti, presidente di Faita Trentino – estremamente iniquo, poiché avrebbe danneggiato maggiormente i clienti dei nostri campeggi”.
 

“Fin da subito – spiega il presidente dell’associazione che riunisce i gestori di campeggio – siamo stati contrari a questo tipo di aumento che, peraltro, è anche contrario allo spirito stesso della legge e del regolamento sull’imposta di soggiorno che prevede la proporzionalità dell’importo per le varie tipologie di strutture. Con la proposta della quota unica l’aumento per gli alberghi a 4 e 5 stelle sarebbe stato del 15%, per i 3 stelle del 50% e per i campeggi del 114%: una disparità inaccettabile, considerato anche il fatto che l’incidenza dell’imposta sulla spesa media dei turisti è molto diversa tra i clienti delle varie tipologie ricettive”.
 

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