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Tassa sul permesso di soggiorno La Cgil: "Siamo oltre l'ingiustizia"

Dal prossimo 30 gennaio i cittadini stranieri residenti in Italia dovranno versare una tassa su ogni istanza di rilascio o rinnovo dei documenti di soggiorno. Gli aumenti vanno dagli 80 ai 200 euro a persona

Dal prossimo 30 gennaio i cittadini stranieri residenti in Italia dovranno versare una tassa su ogni istanza di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Per fare un esempio, significa una famiglia con due bambini con più di 14 anni d'età, dovendo rinnovare rinnovare il permesso di soggiorno per sei mesi, dovrà accollarsi una spesa pari a 80 euro a genitore più i 72 euro per tutti componenti, per un totale di 450 euro per un permesso di 6 mesi, questo magari con il capofamiglia che ha perso il suo posto di lavoro.

Le risorse raccolte dallo Stato saranno destinate, per legge, al rimpatrio dei cittadini extracomunitari che si trovano illegalmente (cioè senza documenti) in Italia. Gli aumenti vanno dagli 80 ai 200 euro a persona, a seconda della durata del permesso di soggiorno: 80 euro per il rilascio o il rinnovo dei permessi di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno; 100 euro per il rilascio o il rinnovo di permessi di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni; 200 euro per il rilascio dei permessi di soggiorno comunitari per soggiornanti di lungo periodo e per i permessi di soggiorno rilasciati per persone che occupano posizioni dirigenziali o per il personale altamente specializzato che ha fatto ingresso al di fuori delle quote previste.
 
Ci sono anche delle esenzioni: riguardano minorenni, rifugiati politici e gli immigrati che vengono in Italia per ricevere cure mediche.
 
Pierluigi La Spada, responsabile del Cinformi di Trento - l'ufficio che si occupa dell'accoglienza e dell'asssistenza burocratica agli immigrati - spiega che è difficile fare delle stime sul numero di persone che in Trentino dovranno pagare la nuova tassa, un computo aggiornato, infatti, potrà essere fatto solo tra qualche settimana, una volta pervenute le richieste di rinnovo dei documenti di soggiorno.
 
Intanto è il responsabile del coordinamento immigrati della Cgil, Assou El Barji, a prendere posizione contro la norma introdotta con il decreto sicurezza del 2009 ed entrata in vigore con un decreto dell'ottobre 2011 firmato dagli ex ministri Tremonti e Maroni. "Siamo oltre l’ingiustizia e la discriminazione – dice Assou El Barji -. Pretendere che gli immigrati regolari paghino le espulsioni dei clandestini è un vero e proprio accanimento vessatorio. Al contrario il governo dovrebbe affrontare il problema di come tutelare i lavoratori immigrati che sono in una condizione di svantaggio nell’accesso agli ammortizzatori sociali e che, per colpa delle crisi economica in atto, rischiano il permesso di soggiorno e quindi l’espulsione non solo dal mercato del lavoro, ma dal paese, l'Italia, dove hanno messo radici e hanno costruito le loro famiglie". 
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