Integrazioni fino a 2500 euro per gli stagionali dopo un'annata disastrosa

Varato il piano di ammortizzatori sociali concordato da Ebot, Provincia e sindacati, i quali avvertono: "De milioni di euro potrebbero non bastare"

Ammortizzatori per sostenere il reddito dei lavoratori stagionali: Provincia e Ebot hanno concordato con i sindacati degli stumenti di compensazione del reddito per tutti gli addetti del settore ortofrutta, in particolare quelli impiegati nella raccolta e nella conservazione delle mele, che in autunno hanno lavorato molto poco, o nulla, a causa di un'annata funestata da gelate primaverili e maltempo estivo. 

Ecco le misure nel dettaglio: i lavoratori "non storici", ovvero quelli che non avendo maturato l'anzianità sufficiente hanno perso il lavoro, potranno contare su 2500 euro con 3 stagioni di anzianità, 2000 con 2 stagioni, 1500 con una, potendo contare su almeno 100 giornate lavorate nella stagione precedente.

Nel gruppo di lavoratori "storici" rientrano coloro che hanno maturato più di 5 stagioni consecutive, avendo diritto alla riassunzione secondo il contratto provinciale,  e che quindi hanno lavorato  molto meno quest'anno senza però perdere il posto. A loro spetteranno 50 euro al giorno per un massimo di 23 giornate non lavorate nel periodo agosto-dicembre rispetto allo stesso periodo del 2016. 

Negli incentivi sono inclusi, in proporzione, i tanti contratti part time. La domanda va presentata, spiega il sindacato, presso gli uffici aziendali. 

La Flai Cgil del Trentino festeggia la notizia come un ottimo risultato, salvo guardare avanti, verso un futuro altrettanto nero. "Siamo soddisfatti degli stanziamenti sul 2017 e della concessione dello stato di calamità, ma le avverse condizioni meteo avranno effetti negativi anche sul 2018. Per questo altri 2 milioni di euro potrebbero non bastare" si legge in una nota. 

“Auspichiamo che la giunta definisca un sistema regolatorio per il 2018 che preveda la possibilità di andare oltre i 2 milioni di euro, se necessario – insiste il sindacato -. Non pretendiamo cifre a scatola chiusa, ma un sistema flessibile che ne permetta l'aumento in caso di necessità reali. Riteniamo che, in un settore, quello agricolo, sostenuto da ingenti investimenti alle imprese agricole e agli imprenditori agricoli, sia giunto il momento di dare un segnale forte, dimostrando la stessa attenzione anche per i lavoratori e le lavoratrici”.

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