Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Covid, Spinelli chiede al governo risorse e strumenti per aiutare i trentini

Tre le richieste avanzate durante l'incontro in video-conferenza

Un altro incontro tra Provincia e Governo, questa volta l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli e a Laura Pedron, dirigente del Dipartimento lavoro della Provincia e Stefania Terlizzi, direttrice di Agenzia del lavoro hanno incontrato in videoconferenza la senatrice Tiziana Nisini, sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali, martedì 13 aprile. Durante l'incontro, Spinelli ha chiesto maggiori strumenti a sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi dovuta al Covid. Un confronto iniziato già con il governo precedente.

All’esponente dell'esecutivo Draghi è stato presentato un emendamento al Decreto Sostegni bis con il quale la Provincia punta a ottenere lo sgravio fiscale sui nuovi contributi Covid per i lavoratori stagionali, misura che dovrebbe essere inserita nella prossima manovra finanziaria provinciale. Al sottosegretario Nisini è stato fatto poi presente che la Provincia attende la restituzione da Roma dei soldi per il Fondo di solidarietà. Oltre a ribadire la forte volontà della Provincia di gestire le politiche attive del lavoro sul territorio attraverso lo strumento di Agenzia del Lavoro. «Abbiamo dato prova» ha afferma l’assessore Spinelli rivolgendosi al sottosegretario «di una gestione efficiente delle competenze in materia. Per questo vorremmo che non ci fosse un accentramento di tali attività».

Tre le richieste avanzate durante l'incontro in video-conferenza. La prima è la proposta della Provincia di emendare il nuovo decreto sostegni in fase di definizione, col fine di detassare gli aiuti anti-Covid concessi dall'amministrazione provinciale ai lavoratori in difficoltà. «Come accade già per le imprese» ha sottolineato l’assessore Spinelli «anche per le indennità e i contributi assegnati ai lavoratori persone fisiche, vorremmo che si arrivasse a una defiscalizzazione, esentando il percipiente dal pagamento dell’Irpef. In questo modo il contributo netto sarebbe più consistente e il sostegno più utile per chi lo riceve».

La seconda è la richiesta, da un lato, di rimpinguare le risorse anticipate dal Fondo di solidarietà trentino, pari a 14 milioni di euro di cassa integrazione versata ai lavoratori trentini nel periodo marzo-maggio dell'anno scorso. E, dall'altro, di ottenere il versamento delle risorse residue della cassa integrazione relative al triennio 2014-2016 che spettano alla Provincia sulla base delle norme nazionali di riordino degli ammortizzatori sociali. Si tratta di 3,7 milioni di euro, che l’assessorato intende utilizzare per le politiche attive del lavoro. In totale si tratta di oltre 17 milioni di euro che la Provincia chiede di avere. «Le risorse che chiediamo a Roma intendiamo destinarle al sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi economica» ha chiarito l’assessore. La terza è volta a evitare che il governo nazionale centralizzi le politiche attive del lavoro, lasciando invece alla Provincia la gestione delle stesse.

Il sottosegretario Nisini, da parte sua, si è detta disponibile ad affrontare le questioni poste dalla Provincia e a parlarne in tempi brevi con il ministro del lavoro, Andrea Orlando e con i vertici dell’Inps. L’esponente dell'esecutivo Draghi ha poi confermato un canale di dialogo diretto con l’assessorato per verificare i passi avanti rispetto ai temi affrontati.

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