Sicor, recesso dal contratto nazionale. Cgil: "Mai successo prima in Trentino, vergogna"

La situazione, già tesa, è esplosa con il recesso dal contratto collettivo da parte dell'azienda di Rovereto

Seimila euro all'anno cancellati dalla busta paga con una mail. E' questo, in sostanza, quanto accaduto ai lavoratori della Sicor dopo che l'azienda ha deciso unilateralmente di sospendere la retribuzione integrativa stabilita dopo anni di contrattazioni. Ora è ufficiale: l'azienda metalmeccanica roveretana ha deciso di recedere anche dal contratto nazionale.

Lo comunicano i sindacati raggiungi, come Confindustria, semplicemente da una mail PEC spedita dall'amministratore delegato. Una decisione che ha subito provocato la reazione dei lavoratori dell'azienda, oggi riuniti alla sede della Provincia in piazza Dante, e di molti altri metalmeccanici che hanno voluto dimostrare la massima solidarietà agli addetti del sito roveretano.

Sicor: la Giunta promette una mediazione

"I lavoratori Sicor, nelle intenzioni comunicate ieri dall’azienda, rischiano dunque di non avere più né un salario minimo, né gli aumenti del Contratto Nazionale, né i diritti su malattia, infortunio, permessi, lavoro straordinario e quant’altro fissati nel Contratto dei Metalmeccanici, né i più elementari diritti sindacali quali ad esempio quello di iscriversi a un sindacato, fare le assemblee, eleggere i propri rappresentanti, avere una bacheca. È un fatto di una gravità enorme. Un attacco ai diritti dei lavoratori senza precedenti in Trentino", scrive la Cgil, che chiede l'intervento di Confindustria e della Provincia autonoma per risolvere al più presto la situazione. 

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