Porfido: 600 lavoratori preoccupati per il contratto, pronti allo sciopero

Trattativa bloccata sul rinnovo del contratto di un settore che in Trentino occupa circa 600 lavoratori

Lavoratori pronti a mobilitarsi per il contratto nazionale nel settore porfido trentino. I sindacati chiedono un accordo che dia risposte sul piano salariale, della stabilità del lavoro e della sicurezza. Oggi l'assemblea dei lavoratori ad Albiano ha avanzato la richiesta di aumenti salariali coerenti con l’accresciuta redditività del settore, nessuna precarizzazione del lavoro e massima attenzione alla salute e alla sicurezza.

Nel settore porfido lavorano, in Trentino, circa 600 persone, nelle zone minerarie della Val di Cembra e dell'Altopiano di Pinè. A rischio ci sarebbe, spiegano i sindacati, il carattere stabile del lavoro in cava, con un'apertura alla stagionalità ritenuta "inaccettabile". Altro tasto, da sempre, dolente è il tema sicurezza: "Si punta ad affiancare alla figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza un rappresentante territoriale. Conosciamo le difficoltà per arrivare all’elezione degli Rls nel porfido e nel resto d’Italia non è diverso – spiegano Moreno Marighetti (Fillea) e Fabrizio Bignotti (Filca Cisl) -. Un rappresentante territoriale sarebbe meno legato alla singola azienda, avrebbe un’esperienza mirata e formazione e potrebbe contribuire in maniera estesa a diffondere un sistema di “gestione della sicurezza” in un ambiente particolarmente gravoso”.

Una grande manifestazione, a livello nazionale, di tutti i lavoratori del settore è stata convocata a Verona, in occasione della fiera del settore estrattivo, il prossimo 25 settembre. I lavoratori in assemblea hanno ribadito di essere pronti allo sciopero.

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