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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Multiservizi: in Trentino in 30 mila col contratto bloccato dal 2013

Venerdì 31 marzo, sciopereranno nell'ambito della protesta indetta unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti

Sono circa 30.000, in Trentino, i lavoratori interessati dal rinnovo del contratti, scaduti nel 2013, dei settori di pulimento, ristorazione collettiva e commerciale, dei multiservizi e delle agenzie turistiche. Venerdì 31 marzo sciopereranno nell'ambito della protesta indetta unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti. Venerdì oltre allo sciopero è in programma una manifestazione nazionale a Roma. Saranno presenti anche i lavoratori trentini. Le segreterie provinciali hanno organizzato dei pullman da Trento per la capitale.I lavoratori interessati da questo rinnovo sono oltre un milione e mezzo in tutta Italia. Lo comunica la Cgil del Trentino in una nota.

Si tratta di addetti che spesso lavorano in appalto, con il futuro appeso ad ogni cambio appalto. I lavoratori chiedono un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, il potenziamento del welfare e il rinnovo del contratto nazionale di lavoro atteso in media da oltre 4 anni. Dopo mesi di confronto le trattative si sono interrotte per l'intransigenza di tutte le controparti datoriali, che pretendono passi indietro significativi su elementi economici e normativi per rinnovare i rispettivi contratti nazionali. Condizioni inaccettabili per i rappresentanti dei lavoratori. Chi lavora in questi comparti ha infatti le retribuzioni più basse. 

"Siamo al paradosso che adesso viene chiesto a questi addetti di finanziarsi il rinnovo del contratto – denunciano i rappresentanti trentini di Filcams (Paola Bassetti), Fisascat (Ermanno Ferrari), Uiltucs (Dino D'Onofrio) e Uiltrasporti (Francesca Vespa) -. Le controparti datoriali propongono aumenti da fame e chiedono arretramenti sulla malattia e vorrebbero non rispettare la clausola sociale nei cambi appalto che garantisce, spesso con fatica, la continuità occupazionale per questi lavoratori".

"Fipe, Fivet Confcommercio, hanno da mesi interrotto le trattative nonostante le organizzazioni sindacali abbiano fatto ogni sforzo possibile per arrivare ad una sintesi equilibrata che non peggiorasse le condizioni di lavoro e la remunerazione di questi lavoratori - si legge nella nota del sindacato -. Insufficienti, per i sindacati, anche le proposte di Angem ed Allenza delle Cooperative su mercato del lavoro, contrattazione decentrata, welfare e aumento salariale, distante dal trattamento economico stabilito dai rinnovi contrattuali già raggiunti nel comparto turistico. Anip Confindustria, Legacoop servizi, Federlavoro servizi, Confcooperative, Agci e Unionservizi Confapi hanno posto sul tavolo del confronto pretese inaccettabili come il peggioramento delle tutele in caso di malattia, modifiche sul cambio d'appalto e aumenti salariali irrisori".


 

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