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Lavoro e sblocco dei licenziamenti, cosa farà il governo

Da un anno le aziende non possono licenziare i dipendenti per ragioni economiche, né in forma collettiva né in forma individuale. Le date segnate in rosso sul calendario sono il 30 giugno e il 31 ottobre

Lavoro e licenziamenti, la pandemia ha riscritto le sorti di molti, ma quello che avverrà "dopo" è ancora incerto. Tra le varie questione ancora "in sospeso" c'è quella legata al mondo del lavoro e al blocco dei licenziamenti. A parlarne recentemente, è stato il ministro del Lavoro Andrea Orlando intervistato a Uno mattina su Rai 1: «Fino a tutto giugno c'è il blocco dei licenziamenti per tutti, da inizio luglio in poi inizia lo sblocco per la grande impresa che dispone di ammortizzatori ma per le imprese più piccole si attende l'autunno in attesa di strumenti che attualmente non sono previsti per tutti i tipi di impresa» . Sarà necessario aggiustare il tiro, accompagnare il superamento del blocco «dei licenziamenti "con una serie di strumenti che tengano conto del diverso andamento dei settori» ha aggiunto Orlando. 

Da circa un anno le aziende italiane non possono licenziare i propri dipendenti per ragioni economiche, né in forma collettiva né in forma individuale. È quanto stabilità dal governo Conte bis con l'obiettivo di evitare che la crisi economica potesse avere impatti sociali devastanti. Le aziende potevano e possono ricorrere alla cassa integrazione (cig), misura che copre il costo del lavoro dei dipendenti di cui le imprese non hanno avuto bisogno a causa del calo della domanda di alcuni beni o servizi, soprattutto nei settori maggiormente colpiti dalla crisi pandemica, come quelli turistico e della ristorazione.

Il Decreto Sostegni ha ufficializzato il termine del blocco dei licenziamenti, almeno fino al 30 giugno 2021. Centinaia di migliaia di posti di lavoro sono a rischio secondo le stime più credibili (c'è chi si spinge a ipotizzarne mezzo milione). Non è possibile sapere con precisione quale sarà l'impatto finale della crisi pandemica sull'economia. «È necessario aggiustare progressivamente la mira. Sarà importante per questo il confronto con le parti sociali che parte oggi» ha spiegato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Sarà necessario sbloccare i licenziamenti in maniera graduale. «Credo sia necessario, e ne parleremo al tavolo con le aziende, distinguere tra le varie dimensioni delle imprese per prevedere uno sblocco selettivo, faremo un censimento delle diverse situazioni e pensiamo di adottare misure ad hoc per gestire le crisi aziendali e per le politiche industriali» ha concluso Orlando. Alcuni settori hanno superato di più la crisi anche all'interno dello stesso macro comparto. Sarà l'eccezione a mettere in discussione la regola generale. Con il dialogo pensiamo di realizzare interventi mirati, anche territoriali, per distretto, per filiera, quasi chirurgici».

Due le date in calendario che segnerebbero la fine del blocco dei licenziamenti, in base alla tipologia di ammortizzatore sociale di cui questo può beneficiare: 

  • 30 giugno 2021 - dal giorno seguente alcune imprese potranno iniziare a licenziare. Sono quelle che usufruiscono della cassa integrazione ordinaria (CIGO), che sono per lo più quelle del settore industriale. Queste imprese potranno, dal 1° aprile al 30 giugno, fruire di ulteriori 13 settimane gratuite di CIGO con causale Covid19.
  • 31 ottobre 2021 - il blocco dei licenziamenti è esteso fino a questa data per tutti gli altri datori di lavoro, che hanno beneficiato dal 1° aprile al 31 dicembre 2021 di 28 settimane di assegno ordinario a carico del fondo di integrazione salariale (FIS) o di cassa integrazione in deroga (CIGD). Solo i datori di lavoro fuori dal campo di applicazione della CIGO.

Va specificato che il blocco dei licenziamenti "non vale" se si verifica la cessazione definitiva dell’attività di impresa, se l'azienda fallisce e se viene firmato un accordo tra datore di lavoro e sindacati.

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