Saldi estivi al via in Trentino: le regole e come non farsi truffare

Attenzione: può succedere che i negozianti 'gonfino' il prezzo originario per far risaltare di più lo sconto, di fatto riducendolo o annullandolo. E' bene quindi avere un'idea del prezzo del prodotto o del capo d'abbigliamento nel periodo precedente ai saldi

La simpatica vetrina "a tema" in un negozio del centro di Trento

Saldi estivi Trento ed in tutto il Trentino. Offerte e prezzi ribassati inizieranno con il primo weekend di luglio e proseguiranno almeno fino a Ferragosto in tutta la provincia dove in realtà, in virtù della legge provinciale 4 del 2000, i  saldi sono stati da tempo "liberalizzati", primo esempio in Italia, purchè non superino i 60 giorni consecutivi per ogni esercizio commerciale. Le associazioni di categoria hanno concodato di dare il vial libera ai saldi estivi 2018 con sabato 20 giugno. 

Le regole dei saldi e come non farsi truffare

Ai fini di informazione e tutela dei consumatori, i commercianti hanno l’obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso. E' invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso. Attenzione: può succedere che i negozianti 'gonfino' il prezzo originario per far risaltare di più lo sconto, di fatto riducendolo o annullandolo. E' bene quindi avere un'idea del prezzo del prodotto o del capo d'abbigliamento nel periodo precedente ai saldi.

L’operatore commerciale ha l’obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie (che, anche graficamente, non devono essere presentate in modo ingannevole per il consumatore) sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita. Non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto.

I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli).

Se il prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.

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