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Foto tratta da Questo Trentino

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Sait: 2 giorni di sciopero. E "mamma" Provincia non risolverà tutto da sola

I sindacati parlano di cifre inaccettabili e di scelte sbagliate di cui i responsabili, a partire dal presidente Renato Dalpalù, devono rispondere. E la politica fa capire che non saranno i soldi di mamma Provincia a risolvere tutti i problemi della Cooperazione

Annunciati due giorni di sciopero dei lavoratori Sait per protestare contro gli esuberi annunciati nei giorni scorsi dal Consorzio. Lo hanno deciso i dipendenti e i sindacati riuniti ieri in assemblea. Il cda ha, infatti, varato il piano di riorganizzazione aziendale che prevede la messa in mobilità di circa un terzo dei 400 dipendenti della sede centrale del Consorzio cooperativo. A pesare nella decisione dei vertici del Consorzio, i forti investimenti realizzati negli anni Duemila, la profonda crisi economica, la stagnazione del mercato di riferimento, l'ingresso di nuovi competitori e una rete distributiva frammentata. Ma i lavoratori non si stanno e hanno annunciato lo stato di agitazione. Venerdì prossimo 18 novembre è in programma un primo sciopero davanti alla sede della Federazione della cooperazione in via Segantini. Il secondo sciopero sarà organizzato a fine mese in piazza Dante, in coincidenza con la seduta del consiglio provinciale di Trento.

Ieri il presidente della Federazione Mauro Fezzi ha incontrato i sindacati. "Nei prossimi giorni potremo avere un quadro più chiaro di quali strumenti sono a disposizione per sostenere i lavoratori in questo processo – ha detto. - Esprimiamo l'auspicio che, sedendo attorno ad un tavolo con tutti i soggetti interessati, si possa pervenire ad una soluzione il più possibile condivisa, per quanto grave. In ballo non c'è solo l'efficientamento del Consorzio ma l'intero sistema della cooperazione di consumo". I sindacati parlano di cifre inacettabili e di scelte sbagliate di cui i responsabili, a partire dal presidente Renato Dalpalù, devono rispondere in prima persona. Quanto alla politica, pur affermando che si sta cercando di mettere in campo gli strumenti possibili, fa capire che non saranno i soldi di mamma Provincia a risolvere tutti i problemi della Cooperazione. 

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