Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Sait: i lavoratori approvano l'accordo. Il Consiglio boccia l'indagine provinciale

Approvato a larga maggioranza dai lavoratori l'accordo definito "inaccettabile" dal sindacato, che chiede le dimissioni di Dalpalù. Nel frattempo l'aula boccia l'indagine provinciale: "E' competenza della regione"

I lavoratori del Sait hanno approvato a maggioranza l'accordo proposto dall'azienda sui licenziamenti, scesi da 116 ad 80. Un accordo definito "inaccettabile" dalla Filcams Cgil nell'incontro di ieri.

Inaccettabile, per il sindacato, oltre al contenuto il modus operandi: "Chiedere ai lavoratori di pronunciarsi sul licenziamento di altri colleghi è stata una mossa scorretta, ormai la cooperazione ha sposato modelli da multinazionale" ha dichiarato il segretario della Filcams Roland caramelle, che chiede ora le dimissioni del presidente Renato Dalpalù.

Nel referendum, rivolto a tutti i lavoratori del consorzio, su 215 ben 140 si sono espressi a favore dell'accordo, 69 i contrari, 5 le schede bianche e una nulla.

"Dopo accordo così sofferto ora massimo impegno nell'attuazione del piano sociale per ricollocare maggior numero possibile di licenziati in sinergia con Agenzia del Lavoro. Su questo si gioca credibilità di tutti gli attori, Cooperazione in primis" commenta il segretario generale della Cgil trentina Franco Ianeselli.

Cooperazione che difende l'operato del consorzio: "si sono evitate conseguenze ben peggiori, bene l’impegno di tutte le parti per ridurre il più possibile l’impatto sui lavoratori - scrive il presidente Mauro Fezzi - Spiace per i lavoratori che dovranno comunque essere espulsi, ma l’accordo ha permesso di scongiurare esiti di gran lunga peggiori".

Nel frattempo la questione è arrivata al Consiglio provinciale con un ordine del giorno di Walter Kaswalder, che chiedeva alla Giunta "di istituire un organo di crisi per fare una ricognizione all'interno di questo mondo e individuare iniziative che possano favorire la soluzione della profonda, allarmante involuzione del settore". proposta respinta con 16 voti contrari e 11 favorevoli. Il motivo, ha spiegato l'assessore Mellarini nelle intenzioni di voto, è dopvuto al fatto che la materia sarebbe di competenza regionale e non provinciale.

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