Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Perché i contanti non scompariranno (nonostante il Covid)

Meno usati come mezzo di pagamento durante la crisi "pandemica", ma nell'area euro la domanda di banconote è addirittura aumentata

Per quanto sperato, i contanti non spariranno, o almeno non nell'immediato futuro. Nonostante sotto pandemia sia calato il loro utilizzo come mezzo di pagamento la domanda di banconote in euro nell'area pare essere addirittura aumentata. Si tratta de "l'apparente paradosso" descritto da Fabio Panetta, componente del comitato esecutivo della Bce nel suo intervento alla quinta conferenza internazionale sul contante della Bundesbank ("Cash in times of turmoil").

Come spiega Today, il 63% dei pagamenti è digitale secondo alcune ricerche, ma ciò non significa affatto che i contanti diventeranno un ricordo del passato. Con la pandemia cala nettamente l'utilizzo del contante, mentre sale la preferenza per i pagamenti digitali. In un periodo in cui si è cercati di ridurre al massimo ogni tipo di contatto tra persone, pensare di eliminare le banconote e le monete è parsa una cosa scontata: secondo Confesercenti già tra il 2012 e il 2018 i pagamenti tramite Pos erano cresciuti del 112%. La minore circolazione del contante garantisce un maggiore contrasto all'evasione fiscale, e per questo è stato introdotto, per chi paga con le carte o con le app, il cosiddetto cashback (un successo in termini di adesioni).

Rivoluzione digitale e modalità di pagamento

Gli effetti della rivoluzione digitale sulle modalità di pagamento nell'Eurozonza sono però meno nette di quanto si potrebbe pensare. Secondo un recente studio sulle preferenze di pagamento dei consumatori nell'area-euro condotto dalla Bce e dalle banche centrali degli Stati membri, la metà degli adulti preferisce pagare in digitale. Una tendenza aumentata durante la pandemia di Covid. I pagamenti con carta ed elettronici sono la soluzione preferita per gli acquisti per corrispondenza mentre per pagare le bollette delle utenze domestiche vengono sempre più utilizzati prevalentemente addebiti diretti e bonifici.

Ma i contanti restano, resistono, e avranno un ruolo anche in futuro: lo assicura il principale responsabile alla Bce degli studi su un futuro euro digitale. «L'Eurosistema è impegnato a preservare il ruolo del contante. Stiamo adottando misure concrete - ha detto - affinché esso rimanga ampiamente accessibile e accettato come mezzo di pagamento, anche qualora fosse introdotto l'euro digitale».

La Germania è uno dei Paesi in cui la popolazione è maggiormente legata all'uso del contante e in cui molti guardano con una certa preoccupazione i propositi dietro al lancio delle valute digitali. «Nonostante la significativa flessione dei pagamenti in contante, fra il marzo del 2020 e lo scorso maggio la domanda di banconote in euro ha registrato un aumento significativo, pari a circa 190 miliardi di euro in termini complessivi e a 550 euro su base pro capite - ha rilevato Panetta -. Nella primavera del 2020 l'ammontare delle banconote in euro emesse dall'Eurosistema superava del 4% il valore medio registrato nel precedente quinquennio. La seconda ondata di infezioni ha ulteriormente alimentato la domanda di banconote, determinando, rispetto al profilo di crescita atteso, una accelerazione che ha raggiunto l'8 per cento alla fine del 2020».

Le banconote nell'era del Covid

C'è anche un altro aspetto da tenere in considerazione. Anche l'uso delle banconote nel periodo pre-crisi conferma l'importanza del contante come "riserva di valore - ha proseguito il banchiere centrale - oltre che come mezzo di pagamento". Secondo stime recenti, prima della pandemia solo il 20 per cento dell'importo complessivo delle banconote in euro veniva utilizzato per effettuare pagamenti nell'area euro: in pratica solo una banconota su 5. "La quota di gran lunga prevalente, pari a circa 1.000 miliardi di euro, sarebbe infatti detenuta come riserva di valore e utilizzata solo sporadicamente per effettuare pagamenti o farebbe capo a soggetti residenti al di fuori dell'area. La funzione di riserva di valore - è l'ipotesi i Panetta - ha quindi presumibilmente contribuito a sostenere la domanda di banconote anche in una fase di forte aumento dei pagamenti digitali".

Panetta ha poi ammesso come il contante rappresenti lo strumento più indicato per garantire la privacy, mentre con l'espansione dell'economia digitale i cittadini - o parte di essi - nutrono timori crescenti sulla raccolta e l'utilizzo dei propri dati. «Infine, le banconote in euro rappresentano il segno più tangibile, il simbolo - ha detto - dell'integrazione europea. Date le sue molteplici funzioni, il contante svolge un ruolo fondamentale" ed è "agevole prevedere che esso sopravviverà alla rivoluzione digitale, continuando a essere utilizzato per molti anni a venire».

«La sua diffusione potrebbe essere, ciò nonostante, messa a rischio in futuro. Ciò potrebbe accadere - dice sempre Panetta - qualora le banconote non fossero più ampiamente accettate negli esercizi commerciali. Il ruolo del contante sia come mezzo di pagamento che come riserva di valore va pertanto salvaguardato con politiche attive. Per questa ragione, nel settembre del 2020 il Consiglio direttivo della BCE ha varato la strategia dell’Eurosistema 2030 per il contante, con quattro principali obiettivi strategici».

Il primo consiste nel continuare ad assicurare una adeguata offerta di contante, per soddisfare la domanda di banconote in euro in ogni circostanza e per qualsiasi importo. Il secondo obiettivo è quello di garantire che le banconote e le monete in euro continuino a essere accettate nei punti vendita e a essere disponibili ai consumatori insieme agli altri strumenti di pagamento. Il terzo obiettivo è quello di offrire banconote sicure e all’avanguardia tecnologica, affermandone il ruolo di emblema dell’integrazione europea. L’ultimo obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale del contante grazie a nuovi prodotti e processi, andando a produrre banconote fatte unicamente cotone interamente riciclabile, evitando la produzione di rifiuti derivanti dalle banconote.

«L’economia mondiale è in rapida trasformazione, ma l’Eurosistema garantirà, anche nell’era digitale, a tutti i cittadini europei un accesso adeguato e privo di costi a forme di moneta sovrana esenti da rischi, rispettose della privacy, che abbiano corso legale e utilizzabili ovunque nell’area dell’euro - conclude Panetta - Il nostro impegno nell’offerta di moneta sovrana in forma sia fisica sia digitale rafforzerà il ruolo della moneta pubblica nell’area dell’euro, adeguandola alle esigenze dell’era digitale; assicurando al tempo stesso che il contante continui a soddisfare le esigenze dei cittadini europei».

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