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I ristoranti: "Riaprire prima di giugno, o sarà troppo tardi. Asporto è solo un piccolo segnale"

La richiesta al presidente della Provincia: "Il take away è solo una piccola concessione, molti rischiano di non riaprire"

"Riaprire al più presto: giugno è troppo tardi, qualcuno potrebbe non riaprire più". E' un grido d'aiuto quello che arriva dal mondo della ristorazione trentina, che proprio in questi giorni si appresta ad organizzarsi per riaprire solamente in modalità "take away", secondo quanto disposto dall'ordinanza del presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

"La concessione dell’asporto è un piccolissimo segnale, ed è una richiesta che abbiamo portato avanti anche come Associazione. – spiega il presidente dei ristoratori trentini Marco Fontanari – Ora bisogna predisporre subito la riapertura con un piano chiaro e sostenibile da parte delle aziende. Servono aiuti concreti, a fondo perduto. Altrimenti molti esercizi non riapriranno mai più, con le conseguenze economiche e sociali che questo comporta".

Non semplici "prestiti", insomma, ma contributi, vere e proprie iniezioni di liquidità pe salvare un settore che in Trentino conta quasi 4mila aziende e 14mila lavoratori. Le richieste dell'Associazione riguardano anche una riconsiderazione di canoni e imposte, dalla tasa sui plateatici ai tributi locali, nonchè una moratoria sui canoni di locazione, privati. I ristoratori sono pronti a riaprire, spiega il presidente, "con tutte le precauzioni del caso, i dispositivi necessari, ma si faccia subito qualcosa per anticipare la data di giugno almeno al 18 maggio".  

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