Mercoledì, 12 Maggio 2021
Economia

I ristoranti aperti di sera fino alle 22 in zona gialla? Smentito l'ok del Cts

"Nessun via libera alle riaperture", affermano gli esperti del Comitato tecnico scientifico

"Non c'è alcun via libera del Comitato tecnico scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del Comitato del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso". Lo precisa in una nota il Comitato tecnico scientifico (Cts), dopo che secondo un'anticipazione del Corriere della Sera gli esperti avrebbero dato l'ok alla riapertura serale dei ristoranti nelle regioni in zona gialla e a pranzo nelle regioni in zona arancione a partire dal prossimo 5 marzo, in attesa di una decisione politica del governo.

Non c'è stato un via libera degli esperti, che precisano che nel verbale della riunione del 26 gennaio vi sono indicate, anzi, alcune "considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso". A decidere su eventuali riaperture dovrà essere il governo.

Il Cts: "Nessun via libera a nuove aperture dei ristoranti"

"Una rimodulazione dei pacchetti di misure potrebbe modificare l'efficacia nella mitigazione del rischio". È quanto ha risposto il Comitato tecnico scientifico alla richiesta arrivata dal ministero dello Sviluppo economico sulla "riapertura di pubblici esercizi". "Circa la previsione di rimodulazione delle misure previste nelle diverse fasce di rischio", sottolineano gli esperti nel parere, "si rimanda alle valutazioni del decisore politico". In ogni caso, sempre relativamente ai rischi, "andrebbero considerate le diverse tipologie dei pubblici esercizi, distinguendo" tra ristoranti e bar.

Le proteste dei ristoratori

L'ultima protesta degli esercenti è andata in scena mercoledì scorso, quando ristoratori, baristi, proprietari di locali e titolari di palestre sono partiti dalla Brianza alla volta di Milano, con gli annunci funebri sulle auto in corteo, per far sentire ancora la propria voce e chiedere di poter tornare a lavorare. Duecento adesioni all'incirca con una trentina di auto in corteo che hanno viaggiato tra le corsie, accompagnate dalle forze dell'ordine a chiudere la serie. Il 21 gennaio scorso, invece, i titolari di bar e ristoranti avevano sfilato sotto il Pirellone con bare e manifesti a rappresentare la morte dei loro locali. "Ormai siamo morti viventi - avevano spiegato -. Lo prendiamo in quel posto indipendentemente dal fatto che siamo zona rossa, arancione o gialla. Avevamo investito soldi per mettere i nostri locali in sicurezza perché ci era stato detto che era necessario, invece ora siamo chiusi da mesi e le nostre attività stanno agonizzando. Ancora qualche mese e saremo morti del tutto".

Le regole su ristoranti e bar nelle regioni in zona gialla

Il report numero 38 di venerdì 5 febbraio dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute sull'emergenza coronavirus nelle regioni italiane sarà la base per le decisioni della Cabina di regia "Benessere Italia" sulla zona rossa, arancione e gialla e dell'ordinanza, oppure sulla "liberazione" senza rinnovi delle restrizioni maggiori, del ministero della Salute (qui trovate le anticipazioni). Al momento, secondo le misure restrittive introdotte dal decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, e dal Dpcm del 14 gennaio 2021, nelle regioni in zona gialla è possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione, dalle 5.00 alle 18.00. Negli stessi orari è consentita senza restrizioni la vendita con asporto di cibi e bevande.

La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l'ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

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