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Rincaro sui conti correnti dopo il fondo "salva banche": i consigli del Centro Consumatori di Trento

Rincari fino al 6% per recuperare i contributi al fondo che ha salvato banca Etruria ed altre casse di risparmio. Ecco i consigli (e le perplessità) del CRTCU

Rincari sui costi di gestione dei conti correnti: l'aumento operato in questi giorni da Unicredit, Banco Popolare e UbiBanca è un tentativo di recupero parziale dei controbuti al fondo nazionale per "soccorrere" Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara  e CariChieti. Un'operazione che ha lasciato però non poco sorpresi i correntisti, anche trentini, che si sono rivolti al Centro Ricerca e Tutela Consumatori di Trento.

Si tratta di un'operazione legittima, in base al cosidetto ius variandi, riconosciuto dal Testo Unico Bancario del 1993. Un'operazione che va fatta però con alcuni accorgimenti, tra cui quello di comunicare oobbligatoriamente in forma scritta le  modifiche al cliente con un preavviso minimo di due mesi dalla sua applicazione. Sul rispetto di questa condizione il Crtcu mette un punto di domanda, che si estende alla modalità con la quale è stato presentato il rincaro.

"Lo Ius Variandi può operare solo in presenza di un giustificato motivo, che nel caso in questione, lascia perplessi -  i legge in una nota pubblicata oggi -. I contributi di cui parlano UniCredit, UbiBanca e Banco Popolare sono, in effetti, anticipi portati al Fondo per il salvataggio degli istituti del gruppo Banca Etruria. Sembra molto strano che il prestito concesso da Unicredit, UbiBanca e Banco popolare venga rimborsato sia dal Fondo (che restituirà i soldi a chi li ha anticipati), sia dai correntisti. È importante sottolineare che il Fondo Nazionale di Risoluzione è stato creato proprio per far sì che le operazioni di salvataggio delle banche in difficoltà non gravino su contribuenti correntisti".

In ogni caso, di fronte alla proposta di modifica, il cliente è libero di andarsene, gratuitamente, e passare  ad un'altra banca. La lettera-tipo da inviare alla banca per  il recesso, senza spese, è disponibile sul sito www.centroconsumatori.tn.it. La banca in questo caso deve chiudere il conto entro 12 giorni lavorativi, pena il rimborso al cliente. 

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