Martedì, 21 Settembre 2021
Economia

Riaperture, il Trentino anticipa di una settimana. Coldiretti: «Difendere la prima ricchezza del Paese che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil»

La prospettiva di riapertura per il prossimo 26 aprile è attesa lungo tutta la Penisola dove per le chiusure dei circa 360mila servizi di ristorazione si contano circa 1,1 milioni di tonnellate i cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia

Il Trentino ha anticipato la ripartenza con l'apertura di circa 3mila attività tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi. La ristorazione, come altri settori, è da tempo in grande affanno lungo tutta la penisola dopo oltre un anno di chiusure a singhiozzo. Anche Coldiretti Trentino Alto-Adige si è espressa sulla decisione del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, di consentire a partire da lunedì 19 aprile l’offerta dei servizi di ristorazione, negli spazi all’aperto, fino alle 18 in tutta la provincia. «Una decisione» sottolinea il presidente Gianluca Barbacovi «che porta effetti positivi lungo tutta la filiera con agricoltori, allevatori, casari e viticoltori che soffrono insieme ai ristoratori per la mancanza di sbocco per le proprie produzioni. A rischio ci sono anche le produzioni di qualità in montagna, negli alpeggi e nelle malghe, ma anche la viticoltura con scorte invendute per il lockdown al turismo invernale». 

La prospettiva di riapertura per il prossimo 26 aprile è attesa lungo tutta la Penisola dove per le chiusure dei circa 360mila servizi di ristorazione si contano circa 1,1 milioni di tonnellate i cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia. Si stima che 330mila tonnellate di carne bovina, 270mila tonnellate di pesce e frutti di mare e circa 220 milioni di bottiglie di vino, sottolinea la Coldiretti nella nota, non siano mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante stop and go senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili.

Al danno economico e occupazionale si aggiunge il rischio di estinzione per oltre 5mila specialità dell’enogastronomia locale, dai formaggi ai salumi fino ai dolci, per la mancanza di sbocchi di mercato per l’assenza di turisti e la chiusura di ristoranti e agriturismi dove le tradizioni dai campi alla tavola sono tramandate da secoli. Complessivamente nell’attività di ristorazione, rileva la Coldiretti, sono coinvolti circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi nella Penisola ma le difficoltà si trasferiscono a cascata sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. «Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale»  conclude Coldiretti.

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