Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

Commercianti, ristoratori, estetisti e parrucchieri in protesta: #lasciatecilavorare

La protesta, accompagnata da cartelli e dall'hashtag #lasciatecilavorare, sarebbe arrivata anche all'interno del palazzo della Provincia

Esasperati, dopo oltre un anno di chiusure un gruppo composto da commercianti, ristoratori, albergatori, parrucchieri e estetisti sono tornati a protestare in piazza a Trento. Nella mattinata di lunedì 29 marzo, un gruppo di persone che lavorano in alcuni dei settori più penalizzati dalle restrizioni, si è riunito in piazza Dante per protestare contro le chiusure. Restrizioni che sono costate loro grosse perdite e che hanno messo in ginocchio le loro aziende. 

La protesta, accompagnata da cartelli e dall'hashtag #lasciatecilavorare, sarebbe arrivata anche all'interno del palazzo della Provincia. Pare infatti che qualche commerciante che ha preso parte alla protesta sia entrato nell'edificio con la speranza di parlare con il presidente Maurizio Fugatti. Un'altra protesta è in fase di organizzazione e si terrà venerdì 2 aprile, sul piazzale Zuffo.  

Il 7 aprile ci sarà un nuovo provvedimento, ma anche se il Trentino passasse in zona arancione, le restrizioni rimarrebbero comunque molto forti anche se, come precisato nelle Faq del governo sulle zone arancioni, in quella classificazione non sono previste limitazioni alle categorie.  

A quali regole devono attenersi i commercianti, che svolgono attività diverse da quelle di ristorazione e i gestori degli esercizi commerciali al dettaglio che sono aperti?

Non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.
Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni.
Inoltre, le attività aperte devono rispettare i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi. Fra queste misure vi è il mantenimento, in tutte le attività, del distanziamento interpersonale, la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura, nonché la garanzia di adeguata areazione naturale e ricambio d'aria. È inoltre obbligatorio far rispettare le altre misure anti-contagio, come l’ingresso uno alla volta negli esercizi di vicinato (fino a 40 metri quadrati), oltre a un massimo di due operatori e l’accesso regolamentato e scaglionato, in proporzione alla relativa superficie aperta al pubblico, nelle medie e grandi strutture di vendita, differenziando, ove possibile, percorsi di entrata e di uscita. A tal fine, è obbligatorio esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone che possono essere contemporaneamente presenti all’interno dei locali. Infine, è previsto l’uso obbligatorio di mascherine e guanti per i lavoratori e quello del gel per disinfettare le mani e dei guanti monouso, particolarmente negli esercizi di vendita di generi alimentari e bevande, da mettere a disposizione in prossimità delle casse e dei sistemi di pagamento, nonché, ove possibile, individuare percorsi diversi per entrate e uscite.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Commercianti, ristoratori, estetisti e parrucchieri in protesta: #lasciatecilavorare

TrentoToday è in caricamento