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Economia

Prezzo del gas ai massimi storici, si torna a parlare di razionamento

In Italia il prezzo di acquisto dell'energia elettrica sfonda quota 500 euro con un rialzo del 9,7 per cento rispetto alla settimana precedente

Razionamento energetico. Un timore, vista la situazione internazionale e la corsa dei prezzi, ma anche uno scenario possibile per i prossimi mesi? A rilanciare il tema è stato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. Il numero uno delle imprese ha ribadito la necessità di "affrontare seriamente e immediatamente la predisposizione di un eventuale piano di razionamento. Il più grande Paese manifatturiero, la Germania, sta studiando da tempo piani di razionamento. Noi italiani non possiamo farci trovare impreparati". Bonomi parla al Tg5 e ricorda che "dal primo ottobre inizia l'anno termico e le imprese non sanno ancora come dovranno affrontarlo. Chiediamo un tetto al prezzo del gas e se non viene fatto in Europa, dobbiamo farlo a livello nazionale, lo stiamo chiedendo da mesi". 

Un appello rivolto a tutti i partiti, impegnati nella corsa al voto. "Con grande senso di responsabilità devono affrontare il tema - spiega -. Capisco che è un tema scomodo durante la campagna elettorale ma devono ascoltare il grido d'allarme delle imprese". E sollecita anche l'attuale Governo, anche se dimissionario e rimasto in carica per i cosiddetti "affari correnti". Per Bonomi "il governo Draghi può e deve intervenire perché è un tema di emergenza nazionale".  

Caro energia, in Trentino costi triplicati per le imprese

Tra le richieste degli industriali c'è anche la sospensione dei certificati Ets, i certificati verdi, "perché - sottolinea Bonomi - è una follia pagare questi prezzi oggi in un momento in cui il mercato dell'energia sta esplodendo. Chiediamo di avere una quota nazionale di produzione da fonti rinnovabili a costo amministrato riservata all'industria manifatturiera così come fanno altri paesi in Europa e intervenire sul costo della bolletta anche utilizzando risorse comunitarie".

Il grido d'allarme delle imprese è arrivato al termine di una giornata nera sul fronte dei prezzi. Con un nuovo boom per quello del gas. L'annuncio dello stop di tre giorni alle consegne dalla Russia attraverso il gasdotto Nord Stream 1 ha fatto segnare al metano al massimo storico vicino ai 300 euro, oltre dieci volte le quotazioni di un anno fa. Con forti ripercussioni sull'inflazione e sui rischi di recessione. Rincari e preoccupazioni mitigate dall'annuncio di Eni insieme ai francesi di TotalEnergies dell'individuazione al largo di Cipro riserve di gas per oltre 70 miliardi di metri cubi.

Un passo non da poco, anche se serviranno però anni perché il giacimento possa produrre e trasferire il gas verso l'Italia. Il prezzo dell'energia elettrica invece in Germania ha superato per la prima volta i 700 euro al Megawattora, 14 volte di più della media stagionale degli ultimi 5 anni, mentre in Italia il prezzo di acquisto dell'energia elettrica sfonda quota 500 euro con un rialzo del 9,7 per cento rispetto alla settimana precedente.  

E se Bonomi tira in ballo il governo Draghi, lo stesso sottosegretario dalla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli al Meeting di Cl non nasconde la "preoccupazione" per l'aumento dei prezzi delle fonti energetiche. Nelle prossime settimane non è da escludere che Palazzo Chigi possa varare un nuovo intervento a tutela di famiglie ed aziende. "I recenti aumenti dei prezzi delle fonti energetiche determinano ulteriore preoccupazione. Il governo continuerà nelle prossime settimane a monitorare questa situazione e a muoversi sul solco tracciato dal Capo dello Stato al momento dello scioglimento delle Camere", dice Garofoli. Parole che lasciano intravedere la possibilità di un nuovo passo dell'Esecutivo dopo quelli già fatti nei mesi scorsi, pre dimissioni, quando era ancora a pieni giri.

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