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Martedì, 9 Agosto 2022
Lavoro / Centro storico / Piazza Dante

Lavoratori del sociale, sindacati in piazza per chiedere più risorse

Oggi il presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti al palazzo della Provincia in piazza Dante a Trento

Oggi, venerdì 15 luglio, alle 11 le sezioni trentine dei sindacati Cgil, Cisl e Uil sono scese in piazza Dante a Trento per chiedere maggiori risorse per il sociale e una giusta valorizzazione per le lavoratrici e i lavoratori del settore.

"Associazioni e realtà cooperative hanno reso più socialmente responsabile il sistema economico trentino, assistiamo però sempre più spesso anche nel settore cooperativo a iniziative che poco hanno a che vedere con il suo spirito originario e siamo preoccupati del fatto che a pagarne le conseguenze siano le lavoratrici e i lavoratori e con essi la qualità di molti servizi gestiti con professionalità e dedizione da migliaia di addetti ogni giorno - affermano in un comunicato congiunto le tre sigle sindacali".

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Il presidio si è svolto sotto il palazzo della Provincia per chiedere al presidente Maurizio Fugatti di "smettere di ignorare le nostre richieste". In particolare i sindacati chiedono di aumentare i trasferimenti provinciali sul fondo socio-assistenziale delle comunità di valle per potenziare i servizi di assistenza a minori, adulti, disabili e anziani e
migliorare le condizioni di lavoro di quasi 10mila addetti, nonché di eliminare progressivamente il differenziale salariale rispetto al sistema pubblico sostenendo la contrattazione di secondo livello anche territoriale (bloccata da oltre 10 anni).

Nelle attività educative e in quelle socio-assistenziali si chiede di riconoscere agli enti gestori i corretti inquadramenti del personale e di superare lo strumento dell'appalto nell'affidamento dei servizi a favore della co-progettazione.

C'è poi il tema immigrazione: "Occorre ripristinare - affermano i sindacati - gli investimenti nell’accoglienza di profughi e richiedenti asilo, eliminando i vincoli ingiustificati sulla residenza, anche per valorizzare le capacità dimostrate negli anni nel campo dell’inclusione da decine di enti e associazioni locali".

Si chiede anche di definire un sistema compiuto di certificazione delle competenze per rafforzare la qualità dei servizi e facilitare la possibilità di acquisire i titoli a tutti gli addetti, nonché di istituire un fondo provinciale per la formazione continua e l’apprendimento permanente per sostenere la qualificazione degli addetti del settori
socio-assistenziale ed educativo. Infine, la richiesta di aprire un confronto sul tema dell’assistenza territoriale in vista dell'implementazione anche in Trentino delle riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

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