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Pos obbligatorio: com'è la situazione dopo un mese

Come sono andate le cose durante il primo periodo dell'entrata in vigore della norma

Sono trascorsi trenta giorni dall'entrata in vigore dell'obbligo per commercianti, artigiani e professionisti, di mettere a disposizione dei propri clienti la possibiltà di effettuare pagamenti elettronici con bancomat e carte di credito, per qualsiasi cifra, anche per un semplice caffè. Nuove regole che prevedono l'applicazione di multe a chi rifiuta questa modalità di pagamento: 30 euro a cui va aggiunto il 4% del valore della transazione negata al cliente. Ma ad un mese dall'entrata in vigore della nuova norma, come sono andate le cose? La pioggia di sanzioni che alcuni si attendevano in realtà non è arrivata, anzi, le multe si possono contare sulle dita di una mano. 

Dalla gelataia di Rimini al tabaccaio di Rovigo, che dovranno pagare una multa di circa 30 euro, fino alla gelateria che imponeva un aumento di 50 centesimi per chi chiedeva di pagare con il pos, i casi in cui si è arrivati alla sanzione sono stati per lo più isolati. Eppure, c'è chi continua a resistere al "passaggio" ai pagamenti elettronici: da una parte gli esercenti e i commercianti che protestano contro le spese necessarie per mantenere il sistema, dalla manutenzione alle transizioni, fino al canone mensile.

Per fare alcuni esempi, Intesa Sanpaolo applica un canone mensile di 18 euro se si acquista un Pos della gamma “Nexi SmartPos” entro il 31 dicembre 2022. Con Unicredit, invece, fino al 30 giugno 2022 era possibile beneficiare di zero costi di attivazione e un canone mensile scontato a 2,90 euro fino al 31 dicembre 2023 (l'offerta non è ancora stata aggiornata). Nexi permette di avere uno Smart Pos da 14,99 euro al mese oppure di pagare 149 euro per uno Smart Pos mini. Poste Italiane offre un Pos mobile a 59,90 euro + Iva e uno fisico a partire da 9,90 euro al mese. SumUp propone un pos a partire da 29,99 fino a 149,99, un costo una tantum, senza canone mensile. A questi costi vanno aggiunte le commissioni bancarie, il principale nodo su cui i commercianti chiedono alla politica di trovare una soluzione.

Quando scattano le multe

Ma perché ci sono state così poche multe? Al di là della virtuosità di commercianti, artigiani e professionisti, la causa di un numero esiguo di sanzioni può essere individuata nei chiarimenti forniti in una nota diramata ai reparti territoriali dal III Reparto Operazioni del Comando generale della Guardia di Finanza.

In primo luogo le istruzioni spiegano che la multa scatta soltanto nel caso in cui un consumatore si veda negare il pagamento elettronico dal commerciante. Anche in assenza del pos quindi, la sanzione non scatta se il cliente decide di pagare in contanti o in altro modo. E non solo, la nota parla di pagamenti non accettati con carta di debito, di credito o prepagate, ma non include altri strumenti alternativi al contante. Ergo, i commercianti non vanno incontro ad una multa se rifiutano pagamenti con Paypal o Satispay. Infine, ricordano le istruzioni della Guardia di Finanza, la multa non deve scattare  in casi di "oggettiva impossibilità tecnica", ossia in presenza di "comprovati problemi di connettività o di malfunzionamenti dei dispositivi per l’accettazione dei pagamenti elettronici".

Fonte: Today

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