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Edilizia e porfido, i sindacati chiedono di abbassare l'età per l'anticipo pensionistico

Alla battaglia nazionale sull'Ape agevolata per l'edilizia si aggiunge, in Trentino, anche quella per i lavoratori del settore porfido

Cambiare i requisiti per la pensione anticipata tra i lavoratori del settore porfido: questa la richiesta dei sindacati trentini sulla base di quanto sta avvenendo a livello nazionale per il settore edile. "Le organizzazioni sindacali del comparto puntano a modificare l'Ape agevolata perché con i limiti attuali sarebbero molto pochi i lavoratori delle costruzioni che potrebbero usufruite dell'uscita anticipata a 63 anni - si legge in una nota di Cgil, Cil e Uil -.  Per questa ragione anche in provincia dai prossimi giorni verrà avviata una campagna straordinaria di assemblee nei luoghi di lavoro". 

Con una lettera indirizzata ai parlamentari trentini i tre segretari chiedono la riduzione degli anni contributivi da 30 a 20 e l'eliminazione dell'attuale vincolo di 6 anni continuativi prima dell'anticipo pensionistico. La richiesta prevede inoltre che nel calcolo degli anni validdi per l'accesso all'Ape agevolata siano contati anche disoccupazione ordinaria e ridotta, speciale edile mobilità e tutte le forme di integrazione al reddito. 

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