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In Trentino si "spara" neve artificiale ma la riapertura degli impianti è tutt'altro che certa

Si attende il nuovo Dpcm del 3 dicembre ma sembra esclusa l'apertura all'Immacolata. I più dicono che non si scierà fino a Capodanno

Si "spara" neve artificiale sulle piste da sci del Trentino, ma a fioccare sono soprattutto le polemiche. Le immagini dei cannoni sparaneve accesi sul Monte Bondone, la montagna di Trento, hanno fatto il giro del web e dividono fortemente i trentini che, alle prese con restrizioni varie e con l'incombente possibilità di diventare "zona arancione", vedono come un controsenso pensare all'apertura delle piste.

Chi lavora nel settore, però, fa giustamente il tifo per una riapertura all'insegna delle regole: le indiscrezioni trapelate sul protocollo che le regioni del Nord (Alto Adige escluso) hanno inviato a Roma parlano di una capienza ridotta alla metà per funivie e cabinovie. Sulla data di inizio della stagione è buio pesto: sembra escluso, per ora, il "ponte" dell'Immacolata ma i più pessimisti parlano addirittura di gennaio.

"Natale sulle piste da sci ormai è un film che quest’anno solo un miracolo può lasciarci girare" ha detto a Repubblica la trentina Valeria Ghezzi, presidente degli impiantisti italiani, anticipando di fatto la decisione quasi certa del Cts: stop fino a dopo Capodanno. Nel frattempo, come detto, in Trentino si spara neve artificiale, anche grazie al fondo da 5 milioni di euro che la Provincia ha stanziato per chi spara senza la certezza di riaprire. 

piste sci bondone-2

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