Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Sci, il Saslong rinuncia all'apertura: "Vogliamo essere ricordati per il nostro senso di responsabilità"

No alla difesa ad oltranza degli interessi economici. L'annuncio su Facebook: "Siamo gente di buon senso, non aspettiamo che ce lo dica il Governo"

Lo sci può aspettare, la tutela della salute di tutti è anche un fatto d'immagine. L'annuncio delle funivie della Val Gardena va controcorrente: in queste settimane in cui tutti gli impiantisti, trentini in prima fila, si sono spesi per chiedere al Governo un ripensamento sulla chiusura della stagione invernale il Saslong Ski Resort - Val Gardena annuncia che non aprirà. 

"Non abbiamo bisogno che ce lo dica il Governo che dobbiamo chiudere o aprire siamo gente dotata di buon senso e carattere per capire ciò che dobbiamo fare e quando dobbiamo farlo". Questo l'annuncio diffuso su Facebook. Annuncio che, va detto, ha ricevuto un numero incalcolabile di apprezzamenti.

Il fatto che la decisione sia sicuramente legata anche ad un fattore di immagine non deve apparire per forza negativo. Per chi lavora nel turismo, impiantisti compresi, l'ospite è il centro di tutto. E ciò comprende anche la sua salute. 

"Vogliamo che i nostri turisti ricordino la Val Gardena i gardenesi e la Saslong per il loro senso di responsabilità, sensibilità,altruismo e senso di solidarietà verso tutti i nostri connazionali che  con questa pandemia hanno perso la vita o dei cari", viene spiegato nel post.

Una decisione che ha visto il carosello sciistico della Val Gardena dissociarsi dalla posizione ufficiale dell'associazione di categoria di riferimento. Vi consigliamo a questo proposito di leggere la ricostruzione fornita nel lungo post pubblicato sulla loro pagina Facebook. La chiusura invernale, inoltre, è stata decisa anche sull'evidenza degli effetti dell'apertura durante l'estate.

"Per la stagione estiva visto la poca lungimiranza della nostra politica non abbiamo subito una chiusura ma adesso visto il numero dei decessi e la pressione sugli ospedali se la ragione ed il buon senso prevarranno dovremmo accettare la rinuncia all’apertura degli impianti", conclude il post.

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