Venerdì, 14 Maggio 2021
Economia

Negozi multiservizi, nel 2012 fondi per 4,5 milioni di euro

In Trentino ci sono 184 punti vendita di generi alimentari e 60 pubblici esercizi. La Giunta investe risorse per il 2012 pari a 4.487.000 di euro. I Comuni possono concedere contributi fino al 90% della spesa

Sono 244 i negozi multiservizi in Trentino, 184 di essi sono punti vendita di generi alimentari e di prima necessità, 60 sono invece i pubblici esercizi. Queste attività, con una superficie commerciale fino a un massimo di 400 metri quadrati, vendono al dettaglio non solo beni alimentari e di prima necessità, ma anche servizi, come fax e fotocopie, consegna a domicilio, servizi postali, bancomat, internet, informazioni turistiche.

La Giunta provinciale investe risorse importanti per sostenere la rete commerciale delle valli periferiche: con una recente delibera ha destinato un fondo per il 2012 pari a 4.487.000 euro, ripartito in 2 milioni a favore dei Comuni e nel restante per le imprese commerciali dei quali una parte, poco meno di 420.000 euro, sono già stati impegnati lo scorso anno.
 
Dal punto di vista legislativo, il primo intervento della Provincia in questo settore risale al 1991, ma è solo nel 1997 che viene introdotto il concetto del negozio "multiservizio" e formulati appositi criteri per accedere ai benefici economici per il loro insediamento. La legge provinciale 4/2000 ha quindi introdotto nuovi criteri di attuazione, ampliando il raggio di azione delle precedente normativa ed estendendo le agevolazioni ai pubblici esercizi. Oggi queste piccole realtà commerciali sono organicamente inserite nella nuova legge sul commercio, approvata nel 2010 dal Consiglio provinciale.
 
Attraverso i criteri di attuazione della legge 17/2010, si è introdotto un limite massimo di superficie degli esercizi fissato in 400 metri quadrati, per evitare di ammettere alle agevolazioni punti vendita che poco hanno a che vedere con le peculiarità proprie degli esercizi “multiservizi”; si è inoltre elevato il premio di insediamento (da 20.000 euro a 24.500 e da 25.800 euro a 30.000 nei casi di particolare e documentata necessità) e si è semplificata la documentazione di spesa nel caso di interventi edilizi di importo inferiore a 30.000 euro.
 
I soggetti interessati dalle agevolazioni sono i Comuni carenti e le imprese commerciali del settore della vendita di generi alimentari e di prima necessità e pubblici esercizi intenzionati all’apertura di un nuovo esercizio in una località priva oppure operanti quali unico esercizio di ciascuna delle due tipologie presenti nella località. Negli ultimi anni il numero delle domande presentate è stato di circa 50-60 all’anno, delle quali mediamente sei da parte dei Comuni.
 
Ai Comuni è stabilito di concedere contributi fino al 90% della spesa ammissibile per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili da concedere in comodato gratuito alle imprese commerciali alle quali verrà affidata la gestione. Recentemente è stata ammessa la possibilità, in presenza di particolari condizioni, di poter beneficiare delle agevolazioni anche per l’acquisto degli arredi e delle attrezzature necessarie allo svolgimento dell’attività. Alle imprese commerciali è concesso un premio di insediamento che può raggiungere l’importo massimo di euro 30.000.
 
La distribuzione degli esercizi “multiservizi” è tutt’altro che omogenea sul territorio provinciale: si notano zone nelle quali è presente una fitta concentrazione di esercizi ed altre nelle quali sono scarsamente rappresentati, pur essendo insediati su tutto il territorio provinciale. Determinante è la presenza della risorsa turistica: nelle zone fortemente turistiche, infatti (come ad esempio Valle di Fassa e Primiero), le possibilità di sopravvivenza di esercizi commerciali lievitano notevolmente e gli insediamenti “multiservizi” sono un’eccezione spesso generata da situazioni particolari. È emblematico il caso della Comunità di Valle Paganella, costituita da comuni a forte vocazione turistica nella quale non è presente alcun esercizio “multiservizi”. 
 
Viceversa, nelle zone più densamente abitate con nuclei abitati di una certa consistenza si riscontra una notevole presenza di esercizi “multiservizi” (Vallagarina: un punto “multiservizi” ogni 2.616 abitanti), ulteriormente incrementata dove a questi elementi si aggiunge una notevole capacità dei Comuni e delle imprese di sfruttare le opportunità offerte dagli strumenti agevolativi (Val di Non: un punto “multiservizi” ogni 774 abitanti).
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