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Aperture nei festivi, il Comune amplia la deroga al massimo

Aperture festive possibili per nove mesi all'anno (il periodo massimo di deroga) ai quali si aggiunge sempre il mese di dicembre. A luglio e agosto, invece, verranno mantenute le chiusure domenicali

“Analizzata la situazione la Giunta proporrà l'ampliamento al massimo dei periodi di deroga previsti per un comune ad alta attrazione commerciale dalla legge Olivi e quindi per nove mesi all'anno (il periodo massimo di deroga) ai quali si aggiunge sempre il mese di dicembre. I due restanti mesi nei quali le chiusure domenicali verranno mantenute saranno quelli di luglio e agosto, ad eccezione di alcune zone a vocazione turistica - come ad esempio il Bondone - per le quali i mesi nei quali l’obbligo di chiusura domenicale/festivo permarrà saranno invece maggio ed ottobre". In pratica, se la delibera verrà approvata, i negozi potranno rimanere aperti dalle 6 alle 22.30 di tutti i giorni della settimana comprese domeniche e festivi, con l'esclusione dei mesi di luglio ed agosto per gli esercizi commerciali nelle circoscrizioni di valle e dei mesi di ottobre e novembre per quelle di collina. 

Questa è la posizione del Comune che l’assessore allo sviluppo economico Fabiano Condini ha illustrato questa mattina a palazzo Geremia in tre distinti incontri con le associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori ed infine le rappresentanze sindacali. Una proposta che lunedì prossimo passerà al vaglio della Commissione attività economiche per approdare poi ai primi di luglio in Consiglio comunale. 
 
“La nostra impressione, suffragata dall’esperienza di Bolzano che ha di fatto liberalizzato le domeniche con una nota del sindaco già ad aprile, – ha aggiunto Condini – è che non dovrebbe poi cambiare molto: qualcuno, probabilmente tra i grandi aprirà, e qualcun altro no. Del resto non possiamo neanche isolarci dal resto del paese dove la liberalizzazione è già realtà”.
 
Una disposizione questa che riguarderà il 2013 ma che in realtà dovrebbe diventare operativa già da quest’estate in quanto i suddetti nove mesi partirebbero da questo mese di giugno e comprenderebbero quindi anche tutta l’estate. Questa la posizione dell’amministrazione comunale in attesa della decisione del Tribunale regionale di giustizia amministrativa che si terrà il prossimo 27 settembre e che deciderà quale legge va applicata in provincia di Trento, se la cosiddetta “legge Olivi” o il cosiddetto “decreto salva-Italia”.
 
Diversificate – com’era prevedibile – le reazioni nei tre incontri di stamane. Per le associazioni di categoria la Federazione delle cooperative si è espressa per mantenere la propria posizione che prevederebbe solamente venti–venticinque aperture festive all’anno; i rappresentanti dell’Unione commercio e del Cti si sono detti contrari ad un’apertura così ampia; infine la Confesercenti non si è espressa contro la proposta comunale, ma si riserva di inviare un parere scritto dopo un approfondimento interno.
 
Le associazioni dei consumatori hanno espresso un parere sostanzialmente favorevole, sottolineando che si tratta di una facoltà di apertura e non un obbligo.
Più critiche invece le tre confederazioni sindacali. Per la Cgil si tratta di fatto di un adeguamento al decreto Monti che non porterà un abbassamento dei prezzi né ritorno economico ai negozianti, ma solo un ulteriore appesantimento delle condizioni di vita delle loro famiglie. Per la Cisl è una proposta che avvantaggia i grandi a discapito dei piccoli esercizi che avranno difficoltà a fare i turni. Infine la Uil ha sottolineato come si tratti di una decisione fortemente influenzata dal timore dei contenziosi e non politica, ed ha invitato a valutare la possibilità di attivare i servizi di conciliazione, come previsto dalla normativa. Le associazioni produrranno un loro parere scritto che verrà poi analizzato in sede consiliare.
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