Economia Rovereto

Aperture domenicali, a Rovereto negozi aperti fino al 27 gennaio

I commercianti potranno aprire la propria attività commerciale anche la domenica o nei festivi, rinunciare alla mezza giornata di chiusura infrasettimanale obbligatoria e protrarre l'orario fino alle 22.30

Negozi aperti anche la domenica fino al 27 gennaio a Rovereto. Visto il grande successo dei saldi di fine stagione e considerato il particolare momento economico che sta attraversando il Paese, il Comune di Rovereto, qualificato come Comune ad alta attrazione commerciale, ha deciso di prolungare il periodo di apertura straordinaria dei negozi anche dopo le feste. 

Nello specifico, nelle settimane indicate e in modo facoltativo, i commercianti potranno aprire la propria attività commerciale anche la domenica o nelle giornate festive, rinunciare alla mezza giornata di chiusura infrasettimanale obbligatoria e protrarre l'orario di apertura fino alle ore 22.30 (invece delle 20.00).

Il momento dei saldi è cruciale per gli operatori del commercio. In molti si sono rivolti agli uffici del Comune per chiedere la possibilità di ampliare l'apertura della propria attività e poter consentire così una maggiore possibilità di acquisto nei negozi della città, anche da parte di visitatori e turisti, ancora numerosi in questo periodo. Alla luce di queste motivazioni la Giunta ha quindi deciso di sfruttare la possibilità di deroga prevista in tre settimane di gennaio, da quella attuale già in corso fino al giorno 27 gennaio compreso. 

«La decisione del Comune di Rovereto di estendere fino a fine gennaio le deroghe alle chiusure obbligatorie degli esercizi commerciali nelle giornate festive è un errore. Come Filcams Cgil del Trentino siamo contrari ad ulteriori aperture dei negozi nelle domeniche e oltre il normale orario serale durante il mese di gennaio. È una scelta sbagliata che rischia provocare un peggioramento delle condizioni di lavoro per migliaia di lavoratori». 

Le aperture eccezionali sono concesse dalla normativa provinciale che prevede la possibilità da parte dell'amministrazione di applicare, in determinati periodi dell'anno decisi preventivamente e anche in ulteriori tre settimane considerate significative dal punto di vista dell'attrazione commerciale, un orario diverso dall'usuale. Anche se una sentenza della Cassazione potrebbe aprire la strada alla libertà di orario da parte dei commercianti, che così non dovrebbero più sottostare alle decisioni delle singole amministrazioni. 
La Consulta ha infatti respinto i ricorsi presentati da sette Regioni che chiedevano di avocare a loro la competenza di disciplinare il commercio, stabilendo che il decreto sulla liberalizzazione degli orari dei negozi riguarda il principio di concorrenza, e come tale è di competenza esclusiva del Governo nazionale. Un tegola non da poco per la Provincia, che non tarda a replicare con l'assessore al commercio Alessandro Olivi: "Ogni volta che lo Stato invoca la propria competenza a disciplinare in materie economiche, in ottemperanza al principio di concorrenza, il rischio evidente è che ciò scardini il sistema delle autonomie locali, espropriando i territori nell'attuazione delle proprie equilibrate politiche". 


 

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