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I soci riuniti in assemblea approvano il bilancio

I soci riuniti in assemblea approvano il bilancio

Mori: numeri positivi nonostante l'indagine. Bilancio approvato, ma niente domande

Domande strettamente inerenti all'ordine del giorno a Mori, dove 383 soci, su 580, hanno approvato un buon bilancio

Numeri positivi, nonostante il terremoto che ha scosso i vertici della Cantina Sociale Mori Colli Zugna, quelli presentati ai soci nell'assemblea di sabato. Un'assemblea particolarmente partecipata, 383 (su 580) i soci presenti, che non hanno però potuto fare domande sull'indagine in corso da parte della Procura.

"L’indagine sulla cantina farà il suo corso – ha detto Paolo Saiani, presidente dimissionario ed indagato insieme ad altre sei persone tra le quali l'ex direttore e l'ex enologo della cantina – ma ritengo che, il compito di tutti noi soci e attori coinvolti a vario titolo, in questo momento sia di rimanere saldamente legati alla nostra società e mostrare anche nei fatti e nei comportamenti quell’attaccamento al territorio che ci ha permesso di raggiungere quei risultati economici evidenziati nel bilancio”.

Al di là degli aspetti giudiziari la cantina va bene: in aumento la resa ad ettaro, pari a 15.400 euro (+14%), il liquidato pari a 123 euro (rispetto ai 114 dell'anno precedente), così come il fatturato pari a 13 milioni 860.000 euro (ovvero 2,8 milioni in più). Un'attività  in utile per 187.000 euro.

Il bilancio è stato approvato dai soci che, come detto, hanno ottenuto quote soddisfacenti, superiori alla media. Un bilancio che segna un punto fermo, dal quale ripartire verso un futuro pieno di incognite. Nei prossimi mesi si chiarirà cosa esattamente abbia spinto la Procura a mettere la lente d'ingrandimento sulla cantina, arrivando ad ordinare il sequestro di tutto il vino sfuso presente. 

La Federazione, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, ha deciso per il commissariamento del consorzio. La Provincia ora procederà alla nomina dei commissari per "ripartire attraverso una strada che potrà essere di difficoltà ma destinata a garantire ai soci il pieno governo di questa istituzione" come ha detto il presidente di Federcoop Mauro Fezzi.

Sostegno arriva anche dalla Ca'Vit, il consorzio di secondo livello che riunisce le cantine sociali trentine, e che rappresenta la fetta più grande del fatturato della cantina moriana. "Tra poco ipù di duecento giorni saremo nuovamente in vendemmia - ha detto il  presidente di Ca'Vit Bruno Lutterotti - noi ci siamo e ci saremo".


 

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