rotate-mobile
Lunedì, 15 Agosto 2022
La protesta

Acque reflue, il comparto depurazione minaccia la mobilitazione

Fiom, Fim e Uilm pronte a scioperare in piena estate nonostante la stagione turistica in corso

“È dallo scorso settembre che chiediamo un incontro con la Provincia, ma ad oggi non abbiamo ottenuto risposta. Ora basta: dopo 10 mesi di inutile attesa, se nell’arco di pochi giorni non otterremo un riscontro, procederemo con la mobilitazione del comparto, pur consapevoli dei potenziali disagi che questi possono generare in piena stagione turistica”.

La notizia arriva con un comunicato congiunto di Fiom, Fim e Uilm del Trentino datato oggi, venerdì 15 luglio. Il comparto in questione è quello della gestione delle acque reflue, in una parola: depurazione. Un settore fondamentale il cui stop in piena stagione estiva (i servizi essenziali sarebbero garantiti, ma non la totale efficienza degli impianti) causerebbe seri danni al comparto turistico.

Al centro delle richieste dei sindacati c’è la possibilità di confrontarsi sul rinnovo della gestione dei bacini trentini delle acque reflue. La depurazione in Trentino è in mano alla Provincia autonoma (Pat) che la affida con gare indette di due anni in due anni.

La gestione dei bacini orientali e occidentali (che servono le valli a est e ovest) è stata assegnata a luglio 2019 e scadrà nel settembre 2023. Il bacino centrale, invece, (quello dell’Adige) è finito al centro di una vicenda giudiziaria per cui si attende ancora la decisione del Consiglio di Stato.

Nella precedente gara si era proceduto con il massimo ribasso, una scelta già contestata dai sindacati perché “la sola offerta economica non basta, servono anche investimenti infrastrutturali nei depuratori che in alcuni casi sono ormai obsoleti - spiega a TrentoToday Manuela Terragnolo della Fiom-Cgil -. Noi difendiamo i lavoratori, ma la gestione delle acque reflue riguarda tutti i cittadini, sia sul fronte economico (si tratta del costo più significativo in bolletta per quanto riguarda l’acqua), sia su quello della tutela ambientale”.

“Vogliamo parlare con la stazione appaltante, capire che intenzioni ha e che tutele metterà in campo - prosegue Terragnolo -. Non si tratta solo dei posti di lavoro, che non sono a rischio, ma anche delle tutele economiche di 60 lavoratori che non sanno chi sarà il loro datore di lavoro tra un mese”.

La prossima settimana i sindacati incontreranno i lavoratori in assemblea. Se non avranno ricevuto una risposta da parte del presidente Maurizio Fugatti o del vicepresidente e assessore all’Urbanistica e ambiente Mario Tonina, scatterà la mobilitazione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Acque reflue, il comparto depurazione minaccia la mobilitazione

TrentoToday è in caricamento