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Lavoratori stagionali: il 90% è straniero

Nel primo Bilancio di sostenibilità Apot qualche dato sui risvolti sociali ed ambientali delle colture

Nei vigneti e nei meleti trentini sono attesi più di 15mila lavoratori stagionali: i dati di contenuti nel primo Bilancio di sostenibilità presentato da Apot, il consorzio di frutticoltori trentini, parla di 17.564 lavoratori stagionali presenti nella raccolta 2016, cresciuti di 2.680 unità in quattro anni. Il 90% ha cittadinanza straniera. 

Altri dati "sociali" riguardano il rapporto tra coltivazioni ed ambiente: il 63% delle sostanze normalmente immpiegate per la coltivazione di mele e uva, è certificato ammessa nelle coltivazioni biologiche. Gli ettaric coltivati con metodi biologici in Trentino sono passati da 252 a 401 in 10 anni. "Il biologico o biodinamico non sono avversari con i quali misurarsi, ma sensibilità produttive con le quali cercare punti di convergenza” ha detto il direttore di Apot Alessandro Dalpiaz.

Altro dato positivo in tal senso, secondo Apot, è l'origine rinnovabile del 100% dell'energia utilizzata in fase di lavorazione e conservazione dei prodotti da parte delle aziende del consorzio: 88% da idroelettrico e 12% da fotovoltaico. Grazie agli investimenti per ridurre il consumo idrico, per esempio attraverso impianti a goccia ma non solo, si è arrivati oggi a risparmmiare il 30% di acqua rispetto a quella utilizzata nei primi anni duemila.

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