Mascherine a 50 centesimi? Il prezzo fisso "ammazza" le aziende italiane che si erano riconvertite

La polemica sollevata dall'associazione di categoria CNA Trentino Alto Adige

Il prezzo bloccato a 50 centesimi per le mascherine chirurgiche è un duro colpo per le aziende che, proprio in questo periodo, si erano riconvertite per produrle. L'allarme lanciato da molti rappresentanti del settore produttivo è stato rilanciato dalla CNA regionale in Trentino Alto Adige. 

“Evidentemente – scrive Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige - si pensa ad una massiccia importazione di prodotti dalla Cina o da altri Paesi dove diritti del lavoro, rispetto dell’ambiente, etica e responsabilità sociale sono considerati un disturbo allo sviluppo economico”.

Il problema è che un prezzo così basso risulta fuori mercato per tante realtà che da meno di un mese hanno cambiato la propria linea di produzione: in Trentino, tra le realtà più grandi, vi sono Calzedonia e La Sportiva, solo per fare un esempio.

"Vi sono diverse modalità per non gravare sulle famiglie con il costo delle mascherine: oltre all’abbattimento dell’IVA, si possono prevedere crediti d’imposta per il costo del personale e gli investimenti dedicati dalle imprese per realizzare le mascherine o pensare alla detraibilità di tali spese da parte del contribuente” conclude Corrarati. 

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