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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Le nuove tasse in arrivo (che fanno tremare la maggioranza)

Mentre in sindacati chiedono una patrimoniale sui redditi più alti, il centrodestra vota contro il governo sulla riforma del fisco

È una lite furibonda scoppiata in commissione finanze l'immagine che più rappresenta la situazione all'interno della maggioranza di governo alle prese con la manovra d'urgenza da approvare insieme al documento di economia e finanza (Def). "Così non si può andare avanti" sbotta il presidente della commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin (Italia viva), all'indomani dell'ennesimo scontro politico con Forza Italia e Lega che votano con Fratelli d'Italia, contro il resto della maggioranza.

Al centro del contendere c'è un emendamento (con parere contrario del governo) della Lega, sottoscritto anche da FI, per "l’esenzione Imu per le case dichiarate inagibili, ovvero per gli immobili destinati ad attività commerciale o artigianale e non locati, nonché per gli immobili occupati abusivamente e oggetto d’intimazione o diffida al rilascio".

Ora le questioni sono rimesse a Palazzo Chigi con Draghi che sarà impegnato in un chiarimento politico per portare avanti la riforma fiscale. Il presidente del consiglio può forzare la mano e mettere la fiducia sul testo della delega fiscale costringendo - pena la crisi di governo - l'approvazione della riforma del catasto e l'uscita graduale della Flat tax, ma lo strappo politico è più che mai evidente anche in vista delle prossime elezioni amministrative che fanno inevitabilmente alzare i toni. 

Le nuove tasse in arrivo

Attualmente i risparmiatori vengono premiati se scelgono di investire in titoli di Stato con una tassazione del 12,5% ma rientrano nei correttivi alla delega fiscale riformulati dal ministero dell'Economia. Il governo vorrebbe introdurre, in via transitoria, due aliquote del 15% e del 26% sui redditi derivanti dagli investimenti (mercato immobiliare compreso) alzando la tassazione sui titoli di stato (ora al 12,5%) e la cedolare secca per i canoni concordati (ora al 10%). Stando a indicazioni informali, le aliquote - che saranno indicate dai decreti attuativi della delega fiscale - potrebbero essere del 15% per i redditi derivanti dall'impiego di capitale e del 26% per quelle immobiliari. Sarebbe la fine della cedolare secca sugli affitti.

L'emendamento del Mef sulla tassazione delle rendite finanziarie, sostenuto soprattutto da Italia Viva e dal Pd, si va ad aggiungere a quelli che prevedono lo scivolo di due anni per chi esce dalla flat tax, il cashback delle detrazioni fiscali con priorità a quelle socio-sanitarie, la clausola per escludere ogni possibile aumento delle tasse e l'estensione della semplificazione degli adempimenti in via telematica per contrastare evasione ed elusione fiscale.

Allo stato attuale i redditi da capitale (interessi e dividendi) sono sottoposti all'aliquota sostitutiva del 26 per cento. Se l'indicazione informale dovesse alla fine essere confermata, l'aliquota transitoria sarebbe più leggera di 11 punti percentuali.

Per quanto riguarda invece la tassazione delle plusvalenze immobiliari, allo stato attuale chi vende un bene immobile può richiedere al notaio, all'atto della cessione, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito pari al 26 per cento. In questo secondo caso non cambierebbe nulla, ma se si facesse un confronto con l’aliquota applicata ai titoli di Stato (12,5%), o con la cedolare secca per i canoni concordati (10%), la differenza di trattamento rimarrebbe comunque considerevole. E questa differenza di trattamento non ha convinto il centrodestra, che sul punto potrebbe dare battaglia. La scottatura sul Catasto, con il doppio voto finito 23 a 22 per il governo è ancora fresca. 

Landini: "Serve la patrimoniale"

In questo contesto di richieste di sostegno per gli effetti della crisi economica innescata dalla guerra in Ucraina, la Cgil chiede al Governo Draghi "un prelievo di solidarietà" dell'1% per i patrimoni sopra 1,2 milioni di euro per aiutare famiglie e imprese colpite dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Una misura che porterebbe subito nelle casse dello Stato un gettito di 6 miliardi secondo le stime del segretario generale della confederazione Maurizio Landini che oggi, giovedì 7 aprile, ha incontrato Draghi. 

"Al governo abbiamo posto delle richieste precise - dice il leader della Cgil -: una moratoria sui multi, il blocco degli sfratti e l'aumento del fondo affitto, aumentare i bonus per pagare le bollette e che facciano arrivare ai pensionati e ai lavoratori coi redditi più bassi dei soldi in tasca''. Oltre alla richiesta di un ''intervento sui patrimoni più alti, con dei prelievi di solidarietà, per tutelare quelli che stanno peggio, abbiamo chiesto di superare la precarietà, ma anche di andare a modificare quelle leggi sbagliate che l'hanno prodotta. Abbiamo posto inoltre un tema di politica industriale'', con un focus sull'energia, rispetto alla quale è stata ''chiesta una cabina di regia, perché vanno fatte delle scelte precise. Per noi o si investe sulle rinnovabili o saremo sempre in emergenza''.

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