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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Lavoro

Carenza di personale, sindacati: "Immigrati indispensabili, serve inclusione"

Alcune sigle sindacali trentine spingono per nuovi investimenti su politiche di integrazione e accoglienza. “Serve regolarizzare chi sta sul territorio per ridurre il rischio caporalato”

"Gli stranieri hanno bisogno del Trentino, ma è più il Trentino che ha bisogno degli stranieri" ne sono certi Cgil Cisl Uil che leggendo gli ultimi dati contenuti nel Rapporto sull’immigrazione in provincia sottolineano la necessità di ricominciare ad investire in politiche di accoglienza e integrazione.

"Il mercato del lavoro trentino, soprattutto in alcuni settori come l’agricoltura, l’edilizia e il turismo, ha un forte bisogno di manodopera straniera e i flussi assicurati oggi non sono sufficienti a soddisfare a pieno la domanda di lavoro - fanno notare Maurizio Zabbeni, Lorenzo Pomini e Walter Largher che per i sindacati si occupano delle politiche del lavoro -. Un bisogno che si acuirà ulteriormente anche nei prossimi anni complice l’invecchiamento della popolazione trentina e il calo demografico".
 

Queste sono le premesse con le quali i sindacati spingono dunque ad affrontare il tema con pragmatismo, investendo in formazione e assicurando percorsi di inclusione sociale e lavorativa a chi arriva sul territorio per trovare un’occupazione e migliorare la propria condizione di vita. "Le scelte operate dalla Giunta in questi anni sono andate in direzione opposta - proseguono -, ma perseverare su questa strada danneggia la nostra comunità e le nostre aziende. Al contrario bisogna fare tutto il possibile non solo per integrare quanti arrivano in Trentino, ma anche pensare di trovare delle misure per far emergere l’immigrazione sommersa".
 

L’idea del sindacato è che: "Venga riproposta, anche in modo più strutturato e coraggioso, una sanatoria per tutti gli stranieri che già lavorano sul nostro territorio. Favorire l’emersione del lavoro irregolare vorrebbe dire togliere forza allo sfruttamento e al caporalato, ormai triste realtà anche sul nostro territorio. Oggi chi non ha un permesso di soggiorno regolare trova occasioni di lavoro solo in contesti irregolari, alimentando in questo modo un circolo vizioso che nega diritti, calpesta la dignità umana e nuoce alle aziende sane. Auspichiamo che anche di questo tema la giunta provinciale si faccia promotrice presso il Governo nazionale".

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