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Lavoro: calano le assunzioni e i contratti per un posto fisso

Il tempo determinato è predominante: non solo sotto la forma stagionale (66,4%), ma anche per la copertura di un picco di attività (12,9%), per la sostituzione di personale (4,9%) e per provarne di nuovo (2,1%)

Meno assunzioni, meno contratti a tempo indeterminato, disoccupati in aumento e diminuzione, rispetto al 2011, degli occupati. Questo il quadro che emerge dai dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro e basato su un’indagine annuale che riguarda circa 100mila imprese dell’industria e dei servizi. I numeri rilevano, al pari dell’Istat, una situazione in peggioramento anche in Trentino.

Le assunzioni previste saranno quindi pari a 14.440 unità (erano 18.490 nel 2011), a fronte dell’uscita – per ritiro dal mercato del lavoro, scadenza del contratto stagionale o per altri motivi – di 16.020 lavoratori (erano 19.280 nel 2011). Rispetto al 2011 si rileva quindi una decisa diminuzione sia delle entrate sia delle uscite.
 
Le imprese che prevedono delle assunzioni sono il 22,9%, un valore decisamente inferiore rispetto a quelli evidenziati negli ultimi anni, ma in ogni modo superiore rispetto al Nord Est e alla media nazionale, a causa della più elevata incidenza degli impieghi a carattere stagionale. Questa diminuzione nelle intenzioni di assunzione si manifesta trasversalmente a tutti i settori, anche se appare leggermente più intensa nel comparto industriale rispetto a quello dei servizi. 
 
Anche nel 2012 il saldo occupazionale previsto risulta negativo e pari a -1.580 unità, un valore decisamente superiore a quelli evidenziati nel biennio 2010-2011, ma ancora inferiore, seppur di poco, rispetto al dato molto negativo del 2009 (-2.030 unità). 
 
Delle 14.440 assunzioni previste per il 2012, sia in sostituzione di personale in uscita che per occupare nuove posizioni lavorative, 850 riguardano l’industria in senso stretto, 1.020 le costruzioni, 1.540 il commercio e 11.040 gli altri servizi. Di questi ultimi, 6.040 assunzioni riguardano il settore turistico e si tratta, quindi, in maniera assolutamente prevalente, di contratti stagionali. Per classi dimensionali, 5.020 assunzioni dovrebbero essere effettuate dalle imprese più piccole, quelle con meno di 10 dipendenti, 5.780 da quelle con un organico comprese tra i 10 e i 49 dipendenti e 3.640 da quelle con almeno 50 dipendenti.
 
Invece, per quanto riguarda il tipo di contratto, il tempo determinato appare assolutamente predominante, non solo sotto la forma stagionale (66,4%) – contratto che comunque presenta una notevole rilevanza anche fuori dal contesto turistico – ma anche per la copertura di un picco di attività (12,9%), per la sostituzione temporanea di personale (4,9%) e per provare il nuovo personale (2,1%).
 
Prospettive di lavoro con maggiore stabilità, cioè a tempo indeterminato, riguardano l’8,4% delle assunzioni (erano il 15,1% nel 2011). L’industria, con un 22,4% di contratti a tempo indeterminato, assicura prospettive di lavoro più sicure, a fronte di un valore medio relativo ai servizi del 6,4%, ma nasconde però una notevole variabilità intersettoriale. 
 
Il 21,7% delle assunzioni previste è considerato dalle imprese trentine di difficile reperimento. Una percentuale che nel corso del 2012 risulta in aumento rispetto all’anno precedente, ma pur sempre su valori molto più contenuti rispetto a quelli evidenziati nel periodo 2001-2007. I motivi alla base delle difficoltà nel reperire figure professionali idonee stanno nel ridotto numero di candidati e, soprattutto, nella loro inadeguatezza. Nel settore industriale – a eccezione dell’edilizia e tra le imprese di più grande dimensione – il problema del basso numero di candidati appare più rilevante rispetto all’inadeguatezza dei candidati, mentre nei servizi, nelle costruzioni e presso le imprese più piccole emerge il problema opposto.
 
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