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Carissima Trento: continua la crescita dell'inflazione, la città è tra le più costose d'Italia

A pesare sull'aumento dei prezzi soprattutto l'energia. I sindacati: "Urgente intervenire sui costi"

Anche nell'ultima rilevazione statistica sull'inflazione, Trento e il Trentino si confermano tra le realtà più care d'Italia. I dati resi noti oggi segnalano un aumento medio annuo del 2,3%, con un +3,6% solo nel mese di dicembre. A livello nazionale, la crescita dell'inflazione si assesta al +1,9%. Tra il 2015 e il 2021, l’indice medio dei prezzi è cresciuto in Trentino di 5,6 punti percentuali, mentre a livello nazionale l’incremento si è fermato a +4,2%.

Dati che quindi sono ormai consolidati nel tempo. Nell'ultimo periodo pesano soprattutto i rincari per l'energia, che si sono tradotti in una stangata sulle bollette di luce e gas. Numeri che non possono piacere ai sindacati: Cgil, Cisl e Uil provinciali infatti chiedono l'intervento della Provincia per adeguare gli strumenti di sostegno: "In questa fase, per evitare che l’aumento dei costi metta in difficoltà un numero crescente di lavoratori e pensionati è necessario adeguare i benefici sociali perché venga in qualche modo sterilizzato l’aumento dei prezzi, che di fatto rende più povere le famiglie anche se gli indicatori di reddito non riescono a rilevarlo con tempismo" dicono i segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti.

Sul fronte bollette, l'invito all'amministrazione provinciale è quello di mettere in campo una misura straordinaria che integri quanto fatto dal governo Draghi: "L’intervento dell’esecutivo - dicono le sigle - era atteso e va nella giusta direzione. Purtroppo lascia fuori il ceto medio, che sta ugualmente soffrendo per l’erosione del potere d’acquisto. Abbiamo chiesto un confronto con la giunta su questo tema e a breve dovremmo essere convocati dal vicepresidente Tonina".

Un tavolo che sarà, almeno questo è l'auspicio, momento centrale per avviare la discussione sulle strategie energetiche del Trentino. Un territorio che ha un enorme potenziale produttivo per quanto riguarda l'energia pulita: investimenti importanti in tal senso consentirebbero di abbattere i prezzi finali per famiglie e imprese.

Allo stesso tempo, secondo i sindacati, il Trentino deve investire subito sulla riconversione energetica: "Sfruttando il vantaggio connesso alle produzioni idroelettrica dobbiamo accelerare sulla svolta green, rendendo più competitivo il nostro territorio e maggiormente attrattivo anche per nuove imprese. Va dato seguito anche agli impegni della Carta di Rovereto sull’idrogeno. Un tema su cui non si vede, nella Giunta, il coraggio che servirebbe".

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