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Focolaio nel settore carne, sindacati: "Non solo covid, emergenza lavorativa"

Appello a Confindustria per approfondire la logica dei subappalti nel settore, dove è stato scoperto un focolaio con 108 contagi

foto di repertorio

Situazione sotto controllo dal punto di vista epidemiologico per la Provincia, ma fuori controllo dal punto di vista lavorativo per i sindacati. Il focolaio covid alla Furlani Carni ha gettato luce su una situazione di emergenza che non riguarda, solo, il virus. i 108 contagi sono stati rintracciati in grandissima parte tra lavoratori "prestati" da una cooperativa in sub-appalto. Alcuni hanno situazioni abitative e sociali tali da aver portato la Provincia a riaprire le ex caserme delle Viote per ospitarli, anziché seguirli a domicilio come gli altri casi.

Fin dalla scoperta del focolaio Cgil, Cisl e Uil del Trentino hanno chiesto alle autorità competenti di approfondire tutti gli aspetti della vicenda. Una vicenda, dicono, fatta di "società che solo formalmente rispettano le norme, orari e straordinari non riconosciuti, mansioni diverse da quelle previste". Ora le tre sigle sindacali si rivolgono a Confindustria affinché siano avviati controlli. 

“Anche le ditte trentine come nel resto d’Italia appaltano all’esterno parti delle lavorazioni per abbattere i costi così all’interno dello stesso stabilimento i trattamenti e le condizioni di lavoro sono diversi in base al datore di lavoro da cui si dipende. Per noi è difficile avvicinare questi dipendenti esterni perché chi si avvicina al sindacato rischia di essere discriminato e in alcuni casi ci può rimettere anche il posto. Per questa ragione chiediamo a Confindustria di aprire un confronto su questo tema, partendo proprio dalla questione sanitaria fino ad arrivare ai contratti di lavoro”, concludono i sindacati.
 

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