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Super prestito alle banche, i soldi erano in istituti esteri

La cifra di 88 milioni di euro, con la quale sono stati acquistati titoli di Unicredit, Banca Intesa e Mediocredito, erogata dalla Provincia per il sostegno del credito alle aziende locali, era depositata in banche estere

La cifra di 88 milioni di euro, con la quale sono stati acquistati titoli di Unicredit, Banca Intesa e Mediocredito, nel quadro di un'operazione di ingegneria finanziaria della Provincia a sostegno del credito alle aziende locali, era depositata in banche estere. Emerge dalla risposta ad un'interrogazione presentata in Consiglio provinciale dalla Lega data oggi in aula dal vicepresidente provinciale Pacher.

L'assessore ha ricordato che la la Giunta, all'inizio dell'anno, ha condiviso con Cassa del Trentino alcune operazioni per ridare "fiato" al sistema del credito. La prima fase si è concretizzata, ha ricordato Pacher, con la sottoscrizione di prestiti obbligazionari emessi da alcune banche che operano in Trentino per un importo di 77 milioni di euro. Titoli che sono stati sottoscritti attingendo a somme che Cassa del Trentino aveva accantonato per il pagamento di propri prestiti con rimborso del capitale alla scadenza. 
 
Della cifra di 77 milioni solo una parte, cioè 36 milioni di euro, erano depositati in una banca frances, la Natixis. La scelta delle banca francese, ha ricordato il vicepresidente, è stata fatta sulla base di un concorso concorrenziale. Questo deposito non era presente nel bilancio provinciale, ma lo era invece in quello di Cassa del Trentino. Le somme rimanenti dei 77 milioni vengono dagli accantonamenti effettuati dalla società presso il tesoriere Uniocredit. Secondo Pacher l'avere sottoscritto prestiti obbligazionari delle banche ha consentito stabilità nella raccolta che ha permesso il sostegno dell'economia locale.
 
Ma che garanzie hanno dato le banche su un effettivo impiego di questi soldi? Pacher ha affermato che la Provincia ha condiviso con le banche l'impegno che le cifre siano effettivamente impiegate nell'economia trentina. Il Comitato tecnico del credito sta lavorando sulle modalità d'impiego della liquidità nelle imprese e monitorerà l'impiego di queste cifre. 
 
Franca Penasa ha detto che la risposta ha messo in evidenza una questione estremamente grave: 77 milioni di euro, che poi sono diventati 88, sono stati messi in circolo senza garanzie per le imprese, visto che le aziende si vedono continuamente negare il credito. Semplicemente le banche hanno collocato i loro titoli a loro beneficio. Ma la cosa più grave, ha detto la consigliera della Lega, è che di questi 77 milioni di euro non c'è traccia nel bilancio della Provincia. "Pacher ha detto che sono nel bilancio di Cassa del Trentino e - ha affermato Franca Penasa - lo verificheremo, ma questi sono soldi della Provincia ed è gravissimo che si possano costituire all'estero depositi che non portano alcun beneficio fiscale senza alcun riscontro nel bilancio della Provincia. Mi chiedo se questa è la trasparenza di un bilancio". 
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