Falso vino DOC, Coldiretti: "Tolleranza zero, a rischio un settore strategico"

Il sindacato agricolo sull'Operazione Dioniso: "Episodi che causano un danno d'immagine gravissimo"

"Si faccia chiarezza al più presto, ne va del prodotto agroalimentare italiano più venduto all'estero". Con queste parole la Coldiretti esprime la massima preoccupazione circa l'indagine che ha portato alla maxioperazione di Guardia di Finanza e Carabinieri nell'Oltrepò Pavese per un sospetto giro di vino falsamente venduto come DOC, anche in Trentino.

Facile immaginare (anzi in almeno un caso l'ipotesi è stata confermata dal Comando della Guardia di Finanza di Pavia) che il vino prodotto a basso costo e tramite sofisticazioni fosse in gran parte destinato all'estero. Dall'estero, spiega la Coldiretti, arrivano nelle casse di produttori e commercianti di vino italiani 6,4 miliardi all'anno. Un trend in crescita che ha visto nel 2019 un aumento del 4%.

Il sindacato degli agricoltori invoca "tolleranza zero nei confronti di episodi che causano un danno economico e di immagine gravissimo anche all’estero. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare". 

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