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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Chiusure aziendali, l'edilizia continua a soffrire anche nel 2021

I dati della Camera di commercio: il 46% dei fallimenti riguarda imprese di costruzione e società immobiliari

Il dato in sé è in linea con quello dello scorso anno, addirittura lievemente migliore, e certifica un andamento sempre più difficile per il settore dell'edilizia, anche in Trentino. Delle 54 procedure di fallimento avviate nel 2021 presso i tribunali di Trento e Rovereto, il 46% (cioè 25) riguardano imprese di costruzione, impiantisti e società immobiliari.

Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento. Il totale dei fallimenti, come accennato, è lievemente in calo (56 nel 2020, 54 nel 2021), e conferma la tendenza a una progressiva riduzione del numero dei fallimenti a partire dal 2016, quando si toccò il picco con l’apertura di 145 procedure concorsuali.

Schermata 2022-01-12 alle 11.31.14-2

Un fenomeno abbastanza diffuso sul territorio, che interessa imprese con sede in 25 comuni trentini: per forza di cose un’ampia maggioranza di queste unità è localizzata presso i comuni di Trento (16) e Rovereto (8), che raggruppano assieme oltre il 44% delle procedure, seguono Mezzolombardo (4), Mori (2), Predazzo (2) e Villa Lagarina (2). Gli altri comuni coinvolti sono stati interessati da un solo caso ciascuno.

Più interessante il dato sui settori coinvolti: detto dell'edilizia (il cui peso sui fallimenti totali è comunque minore rispetto al periodo 2013-2019), ad accusare di più il colpo sono il commercio (9 fallimenti), la ristorazione e la recezione (7) e i trasporti (5). Altri settori, come il manifatturiero (2 fallimenti), i servizi alle imprese (4), l’estrattivo e i servizi alla persona (1), sono stati interessati in forma meno severa.

Schermata 2022-01-12 alle 11.31.01-2

"Ormai - spiega Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento - sono trascorsi quasi due anni dall’inizio dell’emergenza Covid-19 e la sostanziale stabilità nel numero delle procedure concorsuali aperte può essere considerato ‘reale’ e non più condizionato dal rallentamento del sistema giudiziario a causa della pandemia. Allo stesso modo, si può affermare che il sostanziale ritardo tra le situazioni di crisi e l’emergere delle aperture fallimentari sia già stato in parte colmato. È quindi ipotizzabile che le misure di sostegno, promosse a livello comunitario, nazionale e locale, abbiamo prodotto gli effetti sperati e siano riuscite a limitare sensibilmente i danni dell’emergenza sanitaria sul sistema economico provinciale, ma sarà il tempo che ci permetterà di constatare se questi supporti non avranno invece solo rinviato crisi aziendali conclamate e irreversibili, che in un prossimo futuro potrebbero tradursi in un nuovo aumento delle procedure fallimentari".

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