Seconde case: la Giunta vuole riaprire alle costruzioni. Albergatori contrari: "No a speculazioni"

Pesanti critiche dal presidente dell'Asat alla proposta di deroga alla legge Gilmozzi

Via libera alla costruzione di seconde case nei comuni turistici: gli albergatori esprimono massima contrarietà. L'Asat, associazion di categoria, tramite il presidente Giovanni Battaiola ha espresso le proprie perplessità sul progetto di deroga alla legge provinciale del 2008 che la Giunta Fugatti ha inserito nell'assestamento di bilancio che si sta discutendo in Cosiglio provinciale.

L'idea della Giunta è quella di togliere il vincolo istituito, appunto, con una legge provinciale del 2008, nota coe legge Gilmozzi, dal cognome dell'allora assessore all'urbanistica. Tale legge impone che chi costruisce nuovi edifici in una serie di comuni considerati "a vocazione turistica" debba anche essere residente. Togliendo tale vincolo, di fatto, si dà il via libera alla costruzione di nuovi edifici che verrebbero immessi nel mercato immobiliare come seconde case.

«Apparentemente il provvedimento ha l’intenzione di dare un nuovo slancio all’edilizia – sottolinea Battaiola – Ma non dimentichiamo che molte delle strutture abitative in questione sono di recente costruzione. Quindi non si tratterebbe di favorire l’edilizia, ma di “semplificare e facilitare” i processi di compravendita immobiliare per le abitazioni, invece, costruite nell’ottica di essere destinate a residenza e prima abitazione di cittadini trentini o di chi si trasferisce definitivamente per motivi di lavoro».

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Battaiola cita poi un rapporto dell'Osservatorio sul paesaggio trntino dal quale emerge come nei Comuni soggetti alla Legge Gilmozzi siano presenti 158.000 alloggi, corrispondenti al 41% del patrimonio immobiliare provinciale, mentre le famiglie residenti rappresentano il 30% di quelle del territorio trentino. "Si deduce - prosegue il presidente dell'Asat - una disponibilità media di 2,26 alloggi per ogni nucleo familiare residente nei comuni turistici, mentre nei comuni non turistici e non soggetti alla Legge la media è 1,36. Dei 158.000 alloggi presenti nei comuni soggetti alla Legge, la percentuale di quelli non occupati stabilmente è del 56%. La proposta di deroga alla Legge urbanistica provinciale del 2008 provocherebbe, di fatto, un aumento della densità di seconde case in alcune determinate aree del territorio". 

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