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Immagine di repertorio

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Il Decreto Sostegno non è ancora arrivato

Il rifinanziamento della cig e dei redditi di cittadinanza ed emergenza, i ristori per le partite Iva, la proroga Naspi e altre misure dovrebbero approdare in Consiglio dei ministri a fine settimana. Nel momento in cui a cittadini e imprese vengono imposti nuovi sacrifici, chiedere un cambio di passo nelle tempistiche è doveroso

Prosegue l'attesa del Decreto Sostegno, la misura che dovrebbe supportare una parte degli italiani colpiti dalle conseguenze economiche delle restrizioni anti-contagio da Covid. A metà marzo non è ancora arrivato il documento ufficiale, il decreto Sostegno 2021 del governo Draghi, con il rifinanziamento della cassa integrazione, i ristori per le partite Iva, la proroga Naspi e altre misure, dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri verso la fine della terza settimana di marzo, date certe non ci sono. Secondo tutte le indiscrezioni, lo schema di base del dl è pronto, ma restano da sciogliere gli ultimi nodi e il via libera potrebbe arrivare venerdì o forse nel weekend. Il dl userà tutte le risorse sbloccate con lo scostamento di bilancio varato a gennaio pari a 32 miliardi più eventuali avanzi dei dl precedenti. Ma i ritardi nei vaccini e l'avanzata della variante inglese prefigurano già nuovi interventi da finanziare con un ulteriore scostamento da varare con il Def di aprile che potrebbe aggirarsi intorno ai 20 miliardi di euro.

Decreto Sostegni: gli indennizzi a 2,8 milioni di attività e partite Iva

Sono milioni i cittadini che chiedono di fare in fretta. Per gli indennizzi a 2,8 milioni di attività e partite Iva il governo dovrebbe stanziare circa 12 miliardi di euro sulla base delle perdite subìte. Il ristoro va da un minimo di mille ad un massimo di 150 mila euro in base alle perdite subìte e non ai codici Ateco. Secondo quanto indicato nei giorni scorsi dal vice ministro al Mef Laura Castelli la platea include le partite Iva fino con fatturato fino a 10milioni. Per la filiera dello sci dovrebbe arrivare un addendum di 600 milioni, oltre ai ristori. Nel dl dovrebbe inoltre essere rinnovata l'indennità per i lavoratori del turismo e dello spettacolo.

Cig, Naspi, reddito di cittadinanza e reddito di emergenza: cosa c'è nel pacchetto lavoro

Tra le misure in arrivo il rifinanziamento della Cig fino a giugno per tutti e fino a ottobre per le piccole imprese che attualmente non hanno la tutela della cig ordinaria. Verso un nuovo stop ai licenziamenti per tutte le imprese che hanno la cassa ordinaria (industria ed edilizia) fino al 30 giugno, esteso fino a fine ottobre per i lavoratori che hanno la cig in deroga o il Fis in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali. Sarà anche prorogata per due mesi l’indennità di disoccupazione Naspi. Verrà rifinanziato con un altro miliardo il reddito di cittadinanza e altre tre mensilità per i percettori del reddito d’emergenza.

Il nuovo stop (quasi certo) alle cartelle fiscali

Per quel che riguarda il fisco, si va verso la proroga della sospensione per i versamenti legati alle cartelle fiscali e gli avvisi esecutivi fino al 30 aprile. Dal 1 marzo però riparte la notifica degli atti. in arrivo anche il rinvio per le rate di rottamazione ter e del saldo e stralcio: il pagamento delle rate in scadenza nel 2020 slitta al 31 luglio, mentre per quelle in scadenza nel 2021 dovrebbe venire spostato al 30 settembre. Possibile anche lo stralcio delle cartelle in magazzino pre-2015 fino a 5mila euro. In arrivo anche lo slittamento delle scadenze della precompilata che sarebbe disponibile a partire dal 10 maggio e dell'invio della Certificazione unica dei redditi dei dipendenti: le imprese avrebbero tempo fino a marzo.

I ritardi nel varo del decreto Sostegno (o Sostegni, che dir si voglia) sono comprensibili, vista la complessità delle misure da adottare. Certo è però che nel momento in cui a cittadini e imprese vengono imposti nuovi sacrifici, chiedere un cambio di passo nelle tempistiche per l'adozione dei provvedimenti è doveroso.

Bonus bebè: a chi spetta e quando viene pagato

Arriva anche il bonus bebè. Il bonus sarà erogato a partire dal 18 marzo 2021. Anche in questo caso, però, per conoscere la data esatta è possibile consultare il proprio fascicolo Inps, dove ci sono tutti i dettagli. A chi spetta? Il bonus bebè viene assegnato per ogni figlio nato, adottato o in affido pre-adottivo e ha durata di un anno dall'avvenimento in questione. L'importo di questo beneficio per la famiglia varia in base all’Isee e oscilla da un minimo di 80 a un massimo di 160 euro. Per quel che riguarda le pensioni, il calendario per il ritiro in ordine alfabetico dovrebbe partire il 26 marzo e si dovrebbe chiudere il 1° aprile. Come già accaduto nei mesi precedenti, per l’emergenza coronavirus, anche per il mese di marzo è previsto il ritiro anticipato delle pensioni alle Poste. L’obiettivo è sempre lo stesso: evitare assembramenti di soggetti fragili agli sportelli postali per ritirare la pensione.

Infine, il bonus Irpef, che da luglio 2020 ha sostituito il bonus Renzi: sarà versato agli interessati a partire dal 23 marzo 2021. La somma sarà versata direttamente dai datori di lavoro nella busta paga dei propri dipendenti, mentre i titolari di Naspi lo avranno sul proprio conto corrente. Il cosiddetto ex bonus Renzi consiste in 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito inferiore ai 28mila euro, i disoccupati titolari di Naspi e coloro che già ricevono altre prestazioni economiche a sostegno del reddito, come l'indennità di maternità, l'indennità di tirocini e la cassa integrazione.

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