"Cura Italia": in Trentino 60 milioni di euro. Sindacati: "Bene, la Provincia faccia la sua parte"

Cgil, Cisl e Uil del Trentino accolgono il decreto come "una boccata d'ossigeno"

Il decreto "Cura Italia" varato dal Governo Conte il 16 marzo per far fronte all'emergenza coronavirus potrebbe portare in Trentino fino a 60 milioni di euro. A fare i conti ono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che accolgono con entusiasmo la manovra straordinaria: "una boccata d’ossigeno per decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori e di migliaia di aziende trentine in questa difficile fase economica. E proprio perché l’emergenza sanitaria sta portando con sé una crisi economica era importante agire subito”.

"Grazie alle risorse sbloccate dal decreto Cura Italia, varato stamattina dal Governo Conte, infatti il Fondo di Solidarietà del Trentino potrà contare su nuovi stanziamenti statali stimabili in massimo 46 milioni di euro, ai quali si aggiungono i 14 milioni già in bilancio. Grazie a queste risorse il Fondo, che oggi tutela 54.000 lavoratori di 8.700 datori trentini, potrà erogare integrazioni salariali ai lavoratori dipendenti sospesi da imprese del commercio, del turismo, degli impianti a fune, della ristorazione, del terzo settore e dei servizi in generale, ma anche dell’agricoltura, che hanno chiuso o ridotto l’attività per la diffusione di Covid-19" spiegano in una nota i segretari provinciali dei tre sindacati.

“Sul fronte lavoro abbiamo chiesto alla Giunta provinciale - ricordano i segretari generali delle confederazioni trentine - di fare la propria parte. Ci aspettiamo che vengano stanziate nuove risorse per il bilancio di Agenzia del Lavoro, a partire dall’approvazione del disegno di legge sull’emergenza che approderà in consiglio provinciale giovedì”. Per i sindacati è fondamentale integrare le misure statali affinché  in questa fase così complessa nessuno lavoratore sia abbandonato a se stesso". 

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