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Disoccupazione in aumento: per l'Istat 9 mila sono senza lavoro

A settembre 2011, per l'Istat, il 3,7% dei lavoratori attivi in Trentino risultava alla ricerca di un impiego, un risultato superiore al 3,4% di giugno 2011 ma inferiore al 3,9% dello stesso periodo del 2010

Torna ad alzare la testa il tasso di disoccupazione in Trentino nel terzo trimestre 2011. Il dato provinciale risulta comunque secondo più basso a livello nazionale dopo quello dell'Alto Adige. A settembre 2011, per l'Istat, il 3,7% dei lavoratori attivi in Trentino risultava alla ricerca di un impiego, un risultato superiore al 3,4% di giugno 2011 ma inferiore al 3,9% dello stesso periodo del 2010.

Secondo la rilevazione trimestrale delle forze di lavoro dell'istituto nazionale di statistica, in termini assoluti in Trentino risulterebbero 9mila disoccupati, mille in più di quelli registrati in Alto Adige. Nel terzo trimestre dell'anno appena concluso il tasso di attività – indice che misura la propensione al lavoro di una popolazione – sale leggermente 69,3%, a riprova che, da un lato, la crisi dei debiti pubblici non ha avuto immediati effetti negativi in Trentino e che, dall'altro, il ricco sistema di welfare locale non deprime la partecipazione al mercato del lavoro.
 
Gli occupati in provincia calano di mille unità su base trimestrale ma, con 233 mila lavoratori autonomi e alle dipendenze, a settembre 2011 si registra un saldo positivo di circa 4mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel confronto con il dato di settembre 2010 sono in crescita gli occupati del manifatturiero (più mille addetti), delle costruzioni (più 3mila), mentre risultano in calo i posti di lavoro nell'agricoltura (meno mille addetti) e nei servizi (meno 2mila, ma con una tenuta del settore commerciale e turistico).
 
"Considerata la situazione congiunturale – commenta Franco Ischia, responsabile del dipartimento lavoro ed industria della Cgil del Trentino – la fotografia scattata dall'Istat sul mercato del lavoro trentino non può dirsi negativa, anche se in un contesto di incertezza come l'attuale i posti di lavoro si fanno più precari ed instabili. Per dare un giudizio definitivo è comunque necessario attendere i dati sulla chiusura del 2011". 
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