Agricoltura, i sindacati: "Le imprese non vogliono chi si è iscritto nelle liste"

La quarantena obbligatoria per chi arriva dalla Romania ha nuovamente messo a rischio la raccolta. I sindacati: "Test a tappeto, la Provincia si muova"

Contattare tutti gli italiani disponibili ed effettuare tamponi a tutti i lavoratori stranieri. No all'uso indiscriminato dei voucher. Questa l'unica via d'uscita prospettata dai sindacati per il settore agricolo, nuovamente a rischio dopo l'imposizione della quarantena per chi arriva da Romania e Bulgaria. In Trentino servono circa 12.000 lavoratori per vendemmia e raccolta delle mele. Le liste dell'Agenzia del Lavoro contano più di 6.000 residenti in Trentino che hanno dato la propria disponibilità. Sembra, però, che pochissimi siano stati contattati.

"E' stata l’assessora Zanotelli un anno fa ad avviare, senza il coinvolgimento dei sindacati, il progetto per le liste dei lavoratori e disoccupati italiani da impiegare in agricoltura, minacciando addirittura di escludere dai benefici tutti quelli che non accettavano le offerte di lavoro. Adesso, mentre l’assessora tace, scopriamo che sono le imprese che non vogliono attingere dalle liste" scrivono i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila. 

"Gli italiani non sarebbero disponibili cominciare a lavorare all’alba o sotto la pioggia? Assurde semplificazioni", si legge nella nota delle tre sigle sindacali, che chiedono il coinvolgimento dell'Ente bilaterale in corsi di formazione per dare, rapidamente, a chi si è reso disponibile le conoscenze necessarie. Per quanto riguarda i lavoratori che arriveranno dall'estero la sicurezza è il primo obiettivo. Tamponi a tappeto, questa la richiesta: "La Provincia faccia la sua parte, insieme alle imprese". 
 

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