Domenica, 26 Settembre 2021
Economia San Giuseppe / Via dei Muredei

Turismo e ristorazione: la crisi è pesantissima, per i lavoratori nessuna garanzia

Cassa integrazione agli sgoccioli, nessuna prospettiva di nuovi contratti e indennità di disoccupazione ai minimi perché calcolata sull'inverno

Turismo e ristorazione sono i due settori sui quali la crisi dovuta all'emergenza coronavirus si è abbattuta più violentemente, con un impatto immediato e che rischia di protrarsi a lungo. A lanciare l'allarme per i lavoratori del comparto sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil del Trentino.

Se altri settori iniziano a guardare alla ripertura per bar, ristoranti, alberghi, negozi e servizi delle zone turistiche la strada è ancora lunga. “Nella migliore delle ipotesi bar, alberghi e ristoranti quando riapriranno dovranno sopportare moltissime restrizioni. Per molti lavoratori stagionali non ci sarà un nuovo contratto – si legge nella nota dei tre sindacati – e l’assegno di disoccupazione sarà bassissimo perché già i mesi della stagione invernale, su cui si calcola l’indennità, sono stati meno a causa della chiusura anticipata”.

"Gli stagionali del turismo, almeno per marzo, hanno potuto far domanda per l’indennità di 600 euro. Un primo aiuto, ma non una soluzione per i bilanci in rosso delle famiglie. Senza dimenticare che a causa di un’assurda interpretazione dell’Inps questi lavoratori per cui la cassa viene erogata dai fondi di solidarietà compreso quello trentino non si vedono riconosciuti gli assegni familiari a cui hanno diritto" conclude la nota.

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