Covid e lavoro, in Provincia un tavolo tecnico-operativo

Settecento sopralluoghi Uopsal nelle aziende: regole anti contagio rispettate

È nato il tavolo tecnico-operativo di confronto tra Provincia autonoma di Trento, categorie economiche e parti sociali. L'obiettivo è quello di trovare una soluzione alle problematiche che interessano il mondo del lavoro in questo autunno in cui si sta assistendo a una ripresa dei contagi da Covid-19. Oltre agli assessori alla salute e al lavoro, Stefania Segnana e Achille Spinelli, al tavolo convocato giovedì 15 ottobre nel palazzo di piazza Dante erano presenti i dirigenti generali Giancarlo Ruscitti e Laura Pedron, il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari), Antonio Ferro e i rappresentanti di associazioni artigiani e albergatori, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, FederCoop e delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Il tavolo ha il compito di rivedere i piani Covid definiti la scorsa primavera, in occasione della prima ondata del virus e risolvere le questioni più concrete alla luce della situazione attuale e dei contenuti del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Il confronto di questa mattina è stato apprezzato da tutti i membri del tavolo, che hanno analizzato aspetti diversi ai quali i rappresentanti di Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari hanno dato risposta.

L'ufficio stampa della provincia autonoma ha posto l'accento sul dato fornito dal direttore Ferro, che ha evidenziato come nell'ambito dei circa 700 sopralluoghi compiuti dallo Uopsal (Unità operativa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) nelle aziende trentine al fine di vigilare la corretta applicazione di Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) e ordinanze del presidente della Provincia autonoma di Trento, non siano emerse particolari problematiche. Eventuali contagi rilevati nel contesto lavorativo, in particolare nel comparto carne e nel settore della logistica, sarebbero da ricondurre all'ambito familiare e alla frequentazione dei colleghi nel tempo libero.

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Per contenere eventuali nuovi contagi, il modello da adottare, sottoliea sempre l'ufficio stampa, è quello sperimentato con la gestione degli stagionali provenienti dall'estero per la raccolta della frutta, con la definizione del cosiddetto «gruppo stanza» e la divisione del personale in gruppi di 4 unità. Una strategia che consente di circoscrivere i casi di positività, senza interrompere l'intera attività aziendale.

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