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Trentino, chiusura impianti sciistici: rischio danno da 1 miliardo di euro

La denuncia di Confcommercio: «Non è solo una questione di sci: a rischio tutto il settore»

Il fermo per gli impianti di risalita e per la stagione sciistica non riguarda solo il mondo della neve e degli sciatori. Confcommercio Trentino alza ancora di più i toni, dopo i vari scioperi e proteste su tutto il territorio, per denunciare come anche queste decisioni rendano critico il futuro di tutto il comparto economico. 

«Non è solo una questione limitata alle piste - spiega il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort - lo sci per il Trentino significa alberghi, bar, ristoranti, negozi, grossisti, servizi. È ormai acclarato che il turismo in Trentino valga un 20% del Pil. Noi crediamo sia una stima al ribasso, perché in realtà la presenza turistica pesa probabilmente molto di più. E, notoriamente, quella invernale è la stagione più consistente, rispetto all’estate. Chiudere gli impianti significa far chiudere per sempre centinaia di imprese, con un effetto a cascata incalcolabile sull’intera economia provinciale».

In gioco c’è l’intero settore del terziario che, tra turismo e commercio, rischia un danno di 1 miliardo di euro, come ha ricordato l’assessore provinciale Roberto Failoni. Le richieste avanzate del presidente Bort, è che vengano assunte scelte in modo estremamente responsabile e ponderato, considerando in maniera realistica e accurata l’impatto che far saltare o anche solo rinviare la stagione invernale provocherà sul Trentino. Ancora di più è stato chiesto che non ci siano chiusure indiscriminate e che venga fatta un’analisi seria che salvaguardi le imprese.

«Chiediamo - è l’appello del presidente di Confcommercio Trentino - che si valuti rigorosamente ogni possibile opzione, consapevoli dell’efficacia dei protocolli attuali e di altri possibili, sottoscritti ad hoc per far funzionare la “macchina” del turismo invernale. Di certo non accetteremo una chiusura come via più semplice. Mi fa piacere che la Giunta provinciale dimostri sensibilità verso la questione e sia al fianco degli operatori: abbiamo bisogno che Governo ed Europa riflettano attentamente e lavorino per garantire questa stagione turistica. Una stagione che già in queste condizioni porterà cali a due cifre: annullarla sarebbe il disastro».

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