Il coronavirus mette in crisi il turismo, albergatori: "Persi 140 milioni di euro"

Cancellazioni a cascata negli alberghi i Trentino, la Provincia ha aperto un Tavolo per fronteggiare la crisi

Le cancellazioni fioccano sul trentino da parte di turisti, solitamente stranieri, spaventati dall'emergenza coronavirus. L'Asat, associazione di categoria degli albergatori trentini, ha stimato un milione di presenze fra i mesi di marzo e aprile, il che significa una diminuzione di circa il 60% rispetto al dato dello scorso anno, quasi 140milioni di euro persi. Nella città di Trento gli albergatori comunicano una diminuzione delle prenotazioni di circa il 90%, rispetto all'anno scorso.

"Nei giorni scorsi - spiega il presidente dell'associazione Giovanni Battaiola - le parti sociali (sindacati e associazioni datoriali) si sono riunite ed hanno concordato l’attivazione del Fondo di solidarietà per tutelare innanzitutto i lavoratori del settore e per consentire la continuazione dell’attività. In particolare, tutte le aziende del settore turistico del Trentino potranno accedere da subito al Fondo di solidarietà per far fronte al calo di attività, servizi e prenotazioni del mercato a seguito dell’emergenza Coronavirus".

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Ci sono poi le misure per le aziende, in capo all'ente pubblico. Tra gli strumenti al vaglio della Giunta provinciale anche la possibilità del coinvolgimento
e della creazione di possibili iter in sinergia con gli Istituti di credito. In particolare sono in fase di valutazione interventi mirati all’abbattimento dei costi di finanziamento che gravano sulle imprese. «Ad esempio - precisa Battaiola - la sospensione dei mutui per le aziende in difficoltà per un periodo di 18 mesi, sia per il pagamento degli interessi sia per la parte del capitale». Non solo. «Come già accade - chiarisce - a livello nazionale per le “zone rosse” (ovvero i focolai del Coronavirus), d’accordo con le parti sociali, la Giunta provinciale sta prendendo in considerazione l’ipotesi di sospendere i termini di versamento di imposte e di contributi da parte delle aziende che vanno verso la crisi».

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