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Compenso Mattarei, 135mila euro all'anno. Cgil e Uil: "Aumentare i salari anche ai lavoratori"

La presidente della Federazione ha già spiegato che il compenso è onnicomprensivo ed è lo stesso della presidenza Schelfi, i segretari dei sindacati: "Alzare anche i salari"

“Interpreto positivamente la scelta di aumentare il compenso della presidente della Federazione Trentina della Cooperazione: se chi è al vertice propone e ottiene di rivedere al rialzo la propria indennità, allora, per me, è il segnale che ci sono ampi spazi per riaprire la discussione anche sulle retribuzioni di tutti i lavoratori e le lavoratrici del mondo della cooperazione, i cui stipendi, soprattutto nelle qualifiche più basse e in alcuni settori in particolare, sono bassi e hanno bisogno di essere aumentati”.

Così il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, interviene nella polemica attorno al compenso (135.000 euro lordi all'anno, in realtà non propriamente aumentati) della presidente della Federazione delle Cooperative Marina Matttarei, già oggetto di precisazioni (clicca qui) da parte  della direttainteressata.

“E' una questione di coerenza che non cozza con la rivendicazione di una maggiore sobrietà su cui sembra si debba innestare il nuovo corso della Cooperazione trentina – prosegue Ianeselli -. Come sindacato abbiamo più volte rivendicato la necessità di aumentare le retribuzioni dei lavoratori in tutti i settori, dopo questi anni di crisi che hanno visto comprimere il reddito di molte famiglie. Vale per le imprese normali e vale per le cooperative. Aprire il confronto sui tavoli contrattuali a questo punta diventa anche una questione di equità, e mi auguro che i vertici della Federazione diano a breve un segnale in questa direzione”.

Alle parole di Ianeselli fanno eco quelle di Walter Alotti, segretario della UlSorprende non poco la decisione della neo presidente della federazione cooperazione di tornare ai compensi "preSchelfi" per la remunerazione dei propri compiti e responsabilita', senz'altro importanti, ma ricordiamoci sempre, volontari, del proprio incarico - scrive in una nota -. Ci chiediamo inoltre quale sarà la percezione di queste decisioni rispetto ai lavoratori e le lavoratrici del mondo cooperativo licenziati negli ultimi mesi (sait) e dei tanti dipendenti e lavoratori cooperatori che accettano stipendi e condizioni economiche molto basse, o contratti di solidarietà per far sopravvivere le proprie cooperative sociali o di lavoro, per le quali, spesso, l'unico fattore riducibile sembra il salario dei dipendenti o soci". 

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