Manovra anti-crisi in Trentino, i sindacati: "Non c'è niente per lavoratori e famiglie"

Cgil, Cisl e Uil: "La partita non è chiusa, ci attendiamo modifiche in Cosiglio"

Fondi per il turismo, per le imprese e, secondo quanto comunicato oggi, anche per la scuola. Ma la manovra di assestamento di bilancio che si avvia verso la discussione in Consiglio a fine luglio rimane senza interventi diretti alle famiglie ed ai lavoratori. Lo denunciano, nuovamente, i sindacati trentini che chiedono alla Giunta di non lasciare indietro chi ha subìto, in ultima istanza, la crisi dovuta alle'emergenza coronavirus. 

“Non possiamo che ribadire la nostra delusione per una manovra non all’altezza della drammatica crisi economica caduta sulle spalle delle famiglie trentine – scrivono i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E’ la terza manovra varata dalla Giunta Fugatti in pochi mesi che non contiene risorse adeguate per il lavoro. Con una spregiudicatezza incomprensibile l’Esecutivo ha usato le pochissime risorse aggiuntive non per dare risposte ai nuclei a rischio povertà e quindi rafforzare la domanda come chiede anche la Camera di Commercio”.

Per i sindacati una prima, urgente, mossa sarebbe quella di rifinanziare il Fondo di Solidarietà in modo da poter sopperire all'esaurimento della cassa integrazione a livello nazioale: servono 15 milioni di euro, si legge nella nota. La vicina Provincia autonoma di Bolzano ne ha già stanziati 20.

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"Grande assente dal dibattito anche il tema della casa - scrivono i tre segretari -. Nessun passo avanti sulla proposta di istituire un osservatorio per le politiche abitative. Purtroppo l’impegno assunto dall’Esecutivo ancora a dicembre scorso in Consiglio provinciale, è precipitato nel dimenticatoio e adesso si vota in senso opposto a quanto fatto sette mesi fa. La partita non è ancora chiusa, ci attendiamo sostanziali modifiche al testo durante il dibattito in Aula".

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